Veramente Bologna non vuole uno stadio del rugby?
Non è credibile, sarebbe ridicolo, nemmeno pensabile, che
la Giunta Comunale, alla vigilia del bando di concorso per la costruzione
della “Cittadella del Rugby” a Bologna, insistesse per
guadagnare tempo, per poi non farne niente, come è già
successo per il passato. Sono oltre cinquant’anni, sì,
egregi lettori, amanti della disciplina della palla ovale e non,
più di mezzo secolo che Bologna non si decide a concedere
la costruzione di questo impianto sportivo. Incredibile, perché,
mentre in tutte le città dove vive il rugby, i Comuni hanno
costruito campi per il rugby, dandoli in gestione alle squadre locali,
il Comune di Bologna rinuncerebbe ad entrare in possesso di un capitale
di oltre 10 milioni di euro, senza sborsare un centesimo. Tutte
le pratiche sono espletate per presentare la fattibilità
degli impianti, il credito sportivo del CONI è pronto al
finanziamento ed una ricerca di fattibilità per determinare
la possibilità di ammortamento dei costi, per la costruzione
di detto impianto, sul terreno delle Roveri, già destinato
a impianto sportivi dalla Giunta Vitali sono in mano del Comune.
Resta solo la pubblicazione del bando di concorso per la costruzione
e gestione degli impianti. Impianti che prevedono, fra l’altro,
anche notevole spazio per alcune necessarie esigenze del Quartiere
San Vitale. Questa opera è attesa dagli amatori del rugby
che, come anche i meno accorti avranno notato, la crescita di tale
sport in Italia è impressionante. Attesa da parte della Federazione
Italiana Rugby, che avrebbe la possibilità di usufruirne
come centro federale per la Nazionale, per la scuola di preparazione,
allenatori, arbitri, preparatori atletici ecc. Un centro che potrebbe
ospitare le centinaia di ragazzi di tutte le età che si stanno
iscrivendo per seguire corsi di rugby. Non è pensabile considerare
ancora il rugby come sport minore, con 626 squadre iscritte alla
Federazione, con 43.633 iscritti, desunti dalla FIR in Agosto 2004.
Allenatori in attività 2003: Partecipanti ai corsi per allenatori
1579; ed un bilancio di circa 15 milioni di euro che è in
crescendo per i proventi televisivi del 6Nazioni. In tutto questo,
il Rugby Bologna 1928 S.r.L. società senza scopo di lucro
e unica certificata all’UNI EN ISO 9001 per la qualità
e serietà organizzativa e di risorse, concorrerebbe al bando
per la costruzione e gestione della suddetta Cittadella del Rugby.
Società che da oltre 76 anni è presente a Bologna
e che ha portato i colori ed il nome della città, con onore,
in Italia ed in Europa. Siamo certi che l’attuale Giunta,
non si lascierà sfuggire una occasione che le altre Giunte
non hanno saputo o potuto cogliere; sarebbe un fiore all’occhiello
da esibire con orgoglio. I fedeli del rugby bolognese aspettano,
per poi giudicare! Gianni Zanasi