“Vigili di prossimità”. Buone nuove sulla sicurezza
Lo ha dichiarato il Questore Cirillo. A Bologna i numeri dei principali reati sono in calo sensibile. Frutto di una forte attenzione avuta negli ultimi anni nella repressione e nella prevenzione. Inoltre l’accordo del Sindaco Cofferati con il Governo, che ha portato nuove risorse umane, nuove forze di polizia alla città, sta dando i suoi frutti. Il Comune va avanti però anche con le proprie risorse. Su proposta del sindacato SPI CGIL, e delle altre organizzazioni sindacali dei pensionati, che promossero già anni addietro una vasta raccolta di firme di cittadini per lanciare l’idea di avere “veri vigili di Quartiere”, Bologna sta dotandosi di numerosi “Vigili di prossimità”. E’ una idea buona che deve funzionare. Anche con l’aiuto dell’informazione e dei cittadini. Chi sono e cosa devono fare i “Vigili di prossimità”? Ce ne parla Bruno Pizzica, Segretario dello SPI di Bologna. “Saranno assegnati in pianta stabile ai Quartieri” - e sono, aggiungo io, una alternativa alla logica del nucleo centralizzato per la sicurezza nel solo centro storico. “Si potranno integrare bene con i PS di Quartiere. Avremo, se tutto funziona per il meglio, un potenziamento e uno sviluppo della figura e dell’attività del vigile, sempre più da vedersi come punto di riferimento sul territorio, capace di dare senso di vicinanza di personalizzare il rapporto con il cittadino”. “Bisogna - dice Pizzica - che il Vigile di prossimità passi, in coppia con un suo collega, sempre su percorsi fissi, imparando a conoscere i punti critici dove vigilare ed aiutare, le scuole ad esempio, ma anche i singoli problemi più rilevanti che possono coinvolgere ad esempio anziani soli”. Si tratta di assicurare “integrazione nella comunità e conoscenza/controllo del territorio”, nonché di “collaborare alle politiche di prevenzione e in particolare dei servizi sociali”, attivando quindi più complessivamente “un nuovo modo di interpretare il processo di comunicazione con i cittadini” nell’affermarsi del vigile di prossimità in tutte le realtà territoriali, “Questi Verei Vuigili” potrebbero essere un’occasione importante. Alcuni sono già stati formati. Altri in aggiunta sono stati assunti prima della fine dell’anno. A Pasqua dovrebbe essere completato l’organico. Con i Sindacati l’amministrazione ha avuto anche problemi di confronto ma, ora, i tempi sembrano certi. D’altra parte molti sono già al lavoro, come nel Quartiere Reno, che li utilizza nei parchi e nei giardini, ed anche in Savena. Le scuole, i parchi, i centri anziani, le banche, saranno i punti di riferimento del loro camminare. Sì, dovremmo presto imparare a conoscerli. Non solo per un patacchino sulla divisa che li distingue, ma perché realmente presenti, in una città inquieta e preoccupata ma che ha ancora la capacità di fare cose buone.
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DAVIDE FERRARI