Venerdì
28, alla sera, al Teatro Navile, un piccolo poeta...
Il “Teatro del Navile” è a Bologna. Non è,
però, nel Quartiere Navile. Anzi è dietro l’angolo
dell’Hotel Roma di via D’Azeglio, in via Marescalchi, un
vicolo in pienissimo centro. Con un pizzico di bizzarria, molti anni
fa, il suo creatore, l’attore e maestro di teatro Nino Campisi,
trasferì, dalla Bolognina a lì, la sua attività
mantenenndo il nome. Oggi è una vera “cantina”, preziosa
nella sua ridottissima dimensione, con una solida fama di luogo di cultura,
di buone pratiche. Per arrivare al palcoscenico, la platea quasi non
esiste, saranno sì e no trenta posti su gradoni, bisogna scendere,
subito aperto il portone, una scala stretta e ripida. Più boheme
di così sarebbe impossibile. Ci sono nati in molti, alla scuola
di Campisi, e in tantissimi sono passati dalle sue tavole. Nomi illustri
di ricerca, e bravi comici, giovani danzatrici e fini dicitori. Vent’anni
di produzione e di scuola, con poche lire. Si parla molto dei drastici
tagli alla cultura del pessimo Tremonti, ma, per la verità, al
Navile non vi è nulla da tagliare perchè nulla ha mai
ricevuto. Il pubblico, il Comune la Provincia, la Regione ma anche il
privato sociale e le Fondazioni bancarie dovrebbero accorgersi che con
solo un piccolo aiuto potrebbero fare moltiplicare le energie e l’inventiva
di questo “piccolo” teatro. Qualche mese fa Campisi è
tornato a cercarmi per convincermi a leggere mie poesie nel suo teatro,
in occasione dei vent’anni della loro attività. Quest’anno
ha veramente programmato un ricchissimo cartellone, con il patrocinio
dell’ Associazione nazionale dei critici di teatro. Da molti anni
non leggo a Bologna, da quando l’attività politica mi ha
costretto a scomparire dalla “scena” poetica. Forse un grande
errore, forse un piccolo rischio evitato. Ho letto qua e la’ per
l’Italia, ho scritto molto, come sempre, ma in un’ombra
molto fitta. Non si possono fare troppe parti in commedia. Ma oggi i
ruoli politici si sono di molto ridotti, e appunto, un po’ di
“Commedia” a Teatro posso tornare a farla. Sarà la
sera di Venerdì 28, alle 21. Saranno con me due brave attrici
Silvana Strocchi e Simonetta Venturini. Si intitolerà “Il
movimento che ci vive accanto” come il mio ultimo quaderno. Cos’è
questo “Movimento”. E’ che quando si passa oltre i
quaranta anni e pure si è nel gorgo, per carattere, degli avvenimenti,
si vive ancora di vitalità, di intensità, proprio perché
non ci si sente ancora “out”, perduti, ma ci si accorge
che , giorno dopo giorno, il movimento della vita, dagli amori alla
storia, dal personale al pubblico, ci vive a fianco, non vuole più
coinvolgerci, si prepara a essere oltre noi. Ci accorgiamo di essere,
lentamente, decentrati, spiazzati, da come le cose vanno. Non lontani
dagli accadimenti, ancora capaci di vederli, di sentirne i rumori, ma
“altra cosa”. Di questo scrivo. Questo si potrà ascoltare
quella sera. Le parole delle mie poesie. Null’altro. Nino mi ha
avvisato di ricordare ai lettori e gli amici che volessero venire a
vedere (l’ingresso è gratuito, ci mancherebbe..) di prenotare.
Teme la ressa. Non credo che corriamo questo rischio. Lo so: sono solo
trenta posti ma a me paiono troppi. Portate i nonni e le fidanzate,
mi raccomando. Teatro del Navile, via Marescalchi 2/b, T. 051 224243
Le mie poesie al sito www.davideferrari.net
DAVIDE FERRARI