LA BOLOGNA CHE VOGLIAMO

Con Veltroni: a nostro modo
Il 14 Ottobre si avvicina. Bisogna andare avanti nell’impegno di garantire una vasta partecipazione popolare alle primarie del Partito Democratico. Tanto più che in Emilia non sono mancati segnali di fumo. Del tutto interni, tuttavia, al campo dell’Ulivo, al nostro campo. Ci permetteranno gli amici impegnati in Emilia con Rosy Bindi di notare che assai più e assai meglio qualificherebbe la loro presenza, che è - sia chiaro - una grande ricchezza, avanzare proposte piuttosto che delegittimazioni delle sedi e delle feste. Se la questione fosse che c’è troppo “partitismo”, a ben ragionare si potrebbe affermare che tutti dovremmo essere “partitisti” in senso innovativo, qualunque sia la nostra provenienza, per trovare insieme, un modo nuovo di fare politica. per esempio ricordando che saranno necessarie forme di partecipazione diretta anche alla elezione dei segretari provinciali. Altrimenti si ripresenteranno dalla finestra dopo aver preso la via della porta i vecchi fantasmi correntizi. Il fatto è che per realizzare una forza politica davvero presente, fatta di cittadini consapevoli E non solo elettorale, bisognerà unire e superare le tradizioni organizzative e soprattutto, finalmente, parlare di contenuti e di cultura. I temi per un confronto vero non mancano e torneranno in evidenza con urgenza nella ripresa settembrina. Non crediamo di essere ingenui ma continuiamo a volere un impegno di tutti i democratici, uomini e donne, per la sicurezza, la dignità del lavoro, per affrontare, anche qui, il degrado ambientale. Viviamo una estate di incendi e di morti sul lavoro. E, ancora, di nuovi episodi di violenza contro le donne, dei quali, nella politica, ha parlato con particolare determinazione Andrea De Maria. Sono queste le priorità. Sull’ambiente: vanno dimesse le pericolose illusioni: nulla del patrimonio naturale è salvaguardato senza rispetto della legalita’ e senza azioni preventive di fronte ai drammatici cambiamenti del clima e del ciclo delle piogge. Il patto sociale che è necessario allo sviluppo non avrà consenso se non sarà fondato su una fortissima accentuazione del ruolo delle persone e dei diritti dei lavoratori. E’ vero la vocazione del Partito Democratico è quella di governare. Ma la prova è proprio nel risolvere in pratica di governo le difficoltà che la società avverte nell’attuale fase di trasformazione storica. E il tema della sicurezza acquista ben altro spessore se si fa emergere la questione della vita e della libertà delle donne. Su questo falliremo o realizzeremo il sogno di una politica rinnovata. Di questo parlino e, su queste cose ascoltino, i candidati, i cittadini, le organizzazioni impegnate nel costruire il PD. Se questa nostra avvertenza è condivisa, anche con parole e motivazioni diverse, allora è tempo che contribuiscano con proprie iniziative e contribuendo anche a formare le liste. Questo vuol dire essere società civile, non bianchettare illusoriamente il proprio pedigree. L’appello di Veltroni, fin da Torino è stato chiaro. Vogliamo raccoglierlo, a nostro modo.
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DAVIDE FERRARI