Vele in
Piazza 8 Agosto
Bologna è
cambiata. Non sempre in meglio. Probabilmente qualcuno di voi sa che
la mia attività politica, come consigliere comunale dell’opposizione,
sta tutta nell’ insistere a cercare chi ne ha colpa.Ma in questa
rubrica, per la quale ringrazio “La Tribuna” ed il suo Direttore,
vorrei provare a fare qualcosa di molto diverso. Vorrei presentare ai
lettori tanti progetti positivi. Tante idee che mi sono venute in mente
o che qualcuno di buona volontà mi ha suggerito. Proposte per
fare più bella Bologna. Per riaprire una strada, per rendere
sicuro un cammino, per fare più animata e viva una piazza, per
valorizzare un luogo d’arte o un pezzetto di storia.
Comincio subito. Vi scrivo, per iniziare, di un “pezzo grosso”.
Di una parte, della città storica, di ampie dimensioni. Tutti
conoscete piazza VIII Agosto. E’ nota anche fuori d’Italia
per ospitare la millenaria Piazzola. La Piazzola ha tanti problemi,
in primo luogo di sicurezza.
Ma cosa succede della piazza quando la Piazzola non c’è?
Sono giorni di squallore. Nella grande piazza vuota non si può
nemmeno parcheggiare. Lo impedisce la convenzione con la società
che gestisce il grande parcheggio sotterraneo. Vista dalla collinetta
della Montagnola appare come un mare calmo, affascinante nella sua solitudine.
Ma pure un po’ sporco, opaco, inutile. Bisogna provvedere ad un
arredo urbano che renda bella sempre questa grande piazza. Non è
facile. Non si possono impiantarvi strutture fisse ingombranti perché
i camioncini degli ambulanti devono trovarvi posto esattamente nel numero
che è stato pattuito con l’amministrazione comunale. Non
si possono “piantare” oggetti troppo in profondità
perché, appunto, sotto riposano gli automezzi.
Che fare?
Voi sorriderete ma mi è venuta in mente un’idea meravigliosa.
Se la grande piazza è come un mare liscio, un vasto porto cui
il piancito dona sempiternamente i colori dell’autunno, proviamo
a farlo solcare da tante VELE, a ravvivarlo con i loro colori.
Come?
E’ abbastanza semplice. Pensate di montare strutture telescopiche,
in metallo che reggano, nei giorni senza mercato, delle vele di tessuto
con disegni e colori cangianti, che segnino tutto lo spazio con originalità
e allegria. Potremmo coinvolgere un bravo pittore bolognese per disegnare
e colorare queste vele. Io le immagino rettangolari, simili alle antiche
quinte di un palcoscenico. Oppure chiedere collaborazione ai giovani
studenti del Liceo artistico e dell’Istituto d’Arte: sarebbe
anche più bello. Il posto occupato dai tessuti, ripiegabili e
dalle strutture di sostegno, retraibili appunto, sarebbe minimo e potrebbe
rinchiudersi in casse in muratura di poca altezza da terra, (azzardo
qualche numero: 2 metri di lunghezza per 1 di larghezza ed 1 di altezza)
che potrebbero realizzarsi in una decina di incroci strategici senza
danneggiare troppo la sosta degli ambulanti. Immaginate di sedervi con
me vicino al bel monumento che ricorda i martiri del Risorgimento bolognese,
l’8 Agosto 1848 appunto, e di guardare la piazza, in un’alba
in cui non debba arrivare il popolo del commercio. Poco a poco, dai
loro siti, si alzano le dieci, venti se in coppia, vele coloratissime
che abbiamo sognato.
Vi piacciono?
Scrivetemelo o meglio mandatemi il disegno di come le immaginereste,
all’indirizzo Davideferrari@yahoo.com