LA BOLOGNA CHE VOGLIAMO

Una politica che parli all’Italia. Da sinistra, per il Pd
Siamo in piena campagna elettorale. Tutti o quasi, sembrano voler conquistare i cosiddetti voti “di centro”. Ma c’è una vasta parte di elettorato di Sinistra che vuole schierarsi, che sente il rischio della Destra e soprattutto il disorientamento del Paese. Anche a questa parte vorrei che il Partito Democratico parlasse, non però come ad una nicchia, sia pure di rilevanti dimensioni, ma trovando i temi e le parole giuste per rivolgersi a tutta l’Italia. Abbiamo visto il progressivo dissolversi dell’Unione e del patto di governo comune che coinvolgeva tutte le forze della Sinistra. Un fatto di seria gravità, che non va archiviato con leggerezza. Sarebbe necessario tornare ai grandi temi, alla condizioni concrete di vita delle persone. Una scelta profondamente eretica in un sistema politico-mediatico che annulla ogni possibilità di approfondimento e privilegia la semplificazione e polemica senza contenuto. Sappiamo, che termina un’era liberista che ha puntato tutto, anche a sinistra, sul protagonismo individuale. Però la necessità di un cambio di fase è avvertita e proposta anche da parti importanti del mondo produttivo, a livello internazionale e nel nostro paese. Per questo si fa strada la discussione su come garantire una umanizzazione della globalizzazione, per impedire che populismo e protezionismo arrestino le possibilità di una nuova crescita. Non a caso la proposta di Walter Veltroni riprende con grande forza i temi della coesione sociale, dello sforzo concorde per la ripresa della crescita. Io penso che tre sono i temi, esemplari, sui quali puntare. Prima di tutto, la scelta ambientale. Condivido il rifiuto di un ambientalismo del “NO”. Ma il tema vero è quello, incomparabilmente più vasto, della salvezza della Terra e dell’Umanità che la abita. La partita è drammaticamente aperta eppure ancora non si vedono Capi di Stato di un valore tale da farsene interpreti. La nostra speranza maggiore è quella dell’Europa. L’Europa della democrazia e del mercato sociale può essere il soggetto di un nuovo ordine mondiale ambientale sostenibile: l’economia verde, di cui parla Ban Ki-Moon. L’Italia deve essere un paese che s’impegna per accelerare i tempi previsti per la fine del protocollo di Kyoto. Il tempo che abbiamo può non essere sufficiente, come ha ammonito Al Gore. Legato e non avversario di una nuova economia è il tema del lavoro, non solo dei “salari” e nemmeno solo dell’occupazione, ma del lavoro degno, del “decent work”. Per un lavoro sicuro e più socialmente riconosciuto, il ruolo dei lavoratori nella società deve essere di nuovo al centro del confronto politico. La proposta al nono punto del programma di Walter Veltroni per un‘agenzia unica nazionale per la sicurezza sul lavoro è sicuramente un punto fermo e vorrei vedere una diffusa iniziativa che accompagni nella società, con una nuova cultura, le leggi sulla sicurezza sul lavoro e i loro decreti attuativi recentemente approvati. Base e futuro di una società vivibile e animata da un lavoro consapevole sono la scuola e il sapere. Non bastano, qui, riforme centralizzate nelle quali non crede più nessuno, ma non si può accettare l’idea di una concorrenza fra gli istituti come unica molla del cambiamento. Al contrario si ripropone un dovere pubblico, per le istituzioni ma anche per le imprese, per la società civile, di un investimento di risorse umane e finanziarie verso la scuola. Non c’è cittadinanza senza una formazione ed una educazione, che perdurino per tutto l’arco della vita. Non c’è cittadinanza se la scuola si divide in segmenti frequentati secondo scelte e opportunità di censo. Una scuola che si impoverisce divide e non unisce, non favorisce la rinascita dell’Italia ma ne segnala il declino. Ambiente, lavoro, scuole, sono temi che la proposta di governo del PD può, non solo deve, coniugare parlando a settori vastissimi della pubblica opinione. Sono priorità concrete ed hanno un grande valore politico, sono il terreno di sfida per il rinnovamento delle culture della Democrazia. Sono temi che aiutano a mantenere legami nella società, che uniscono.
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DAVIDE FERRARI