LA BOLOGNA CHE VOGLIAMO

Ulivo: due buone notizie
Si dice che le cattive notizie non vengono mai da sole. Anzi, come le ciliegie una tira l’altra. Forse qualche volta capita anche con le buone, notizie. Il Partito Democratico doveva essere: “l’amico di tutti”. Avrebbe cominciato a ridurre il numero dei partiti, delle correnti e dei capi-corrente, a fare un po’ di pulizia, a sostenere e migliorare l’azione del Governo. In pochi mesi, dai Congressi nazionali dei DS e della Margherita, a Firenze ed a Roma, tutto è andato storto. Le differenze interne sono apparse dilanianti, le tasse di Visco insopportabili, e i giornali “amici” sembravano meritare il famoso sguardo di Totò dal basso verso l’alto, a cercare dubbi e conferme, quando, in qualche filmetto indimenticabile, la spalla gli affermava che “i tedeschi sono nostri amici, alleati”. I sondaggi che si sono susseguiti uno dopo l’altro hanno confermato che l’area, il range, degli elettori sicuri dell’Ulivo comprende ormai soltanto il mio barbiere, Attanasio Soldati, di anni 71, ipovedente, “ogni suo colpo di rasoio è indimenticabile”, e mia zia, Lidia Ferrari (“io lavoro da quando avevo tre anni, dopo la guerra, i padroni li conosco bene, Viva Prodi e andiamo avanti!”). Ma se questo è il quadro, quali le buone notizie, le due ciliegie che dovremmo annunciare suonando la tromba. La prima viene da Roma. Finalmente hanno capito che il nuovo partito ha bisogno di una guida forte. Walter Veltroni sta facendo una grande esperienza come Sindaco di Roma, a me personalmente va molto bene. Ma anche se i capi dell’Ulivo, novelli Caligola, avessero scelto il cavallo di Veltroni a me sarebbe parsa un’ottima scelta ugualmente, pur di togliersi fuori dal verminaio delle polemiche e delle incertezze. Se questa è la prima buona nuova, non è la sola. In tutta Italia si stanno formando i Comitati Promotori delle elezioni primarie dell’Ulivo, che si svolgeranno il 14 ottobre. E‘ la prima volta che un partito cerca di formare le proprie forze organizzate, i propri “dirigenti”, dai “piccoli” ai “grandi”, rivolgendosi direttamente ai suoi elettori, praticamente ai cittadini che vorranno dichiararsi tali, senza passare dal filtro di stanchissime nomenclature. Non sarà facile. Anche a Bologna la gente ha tante cose a cui pensare: la sicurezza, nelle strade e nel lavoro, ad esempio. Tuttavia sono certo che, se si smette finalmente di litigare, come i “polli di Renzo”, avremmo un discreto risultato. Segnatevi la data fin da oggi: 14 ottobre.
P.S. La fanghiglia delle polemichette ha lambito anche, con me, un gruppo di brave persone chiamate da Associazioni di cittadini a fare parte del comitato Promotore di Bologna. No comment. Non ti curar di lor
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DAVIDE FERRARI