Trento
e Trieste e tanto verde
C’era una volta il Foro Boario
Portavano lì gli armenti dalla campagna.Dov’era già
la periferia della città, ma anche dove giungeva, e ancora giunge,
il tratto di portico della strada Maggiore, e quindi la via più
sicura per il centro. Parlo di più di cento anni fa’. Parlo
di ciò che mi raccontava mia nonna, parlandomi della sua giovinezza.
Lì è sorta, poi, la piccola piazza “Trento e Trieste”.
Diciamo la verità:è stata prima una piazzetta pensata
come snodo per automobili, sempre un po’ triste e, dopo la pedonalizzazione
dei tratti asfaltati fra le sue aiuole, perfino un po’ squallida
nelle frequentazioni. Eppure la posizione è strategica, alla
sorgente di un bel viale, l’Oriani, dietro l’antico portico
ed in prossimità del complesso di S.Antonio, uno dei posti dove
si “fabbrica” l’immagine di Bologna in tutta Italia
e nel mondo.
Ho pensato che si potrebbe farne, con semplicità, una sorta di
piccolo prato della Valle, quella strana grande piazza fatta solo di
erba che c’è a Padova. Basterebbe togliere tutto l’asfalto
che che vi si trova, unendo e ripianando le aiuole. Un manto erboso,
di un bel verde fresco e riposante arricchirebbe una zona trafficata
ma piena di passi di bimbi, fra la parrocchia e la scuola delle suore
di Via Albertoni. Le panchine andrebbero risistemate in modo da non
essere un ritorto ricovero di disgraziati ma riposi, meglio in pietra,
situati nel circolo, o meglio nella lunga linea curva, che segnerebbe
i confini del prato. Sempre tutto intorno sarebbe utile e bella una
cancellata, non in quegli arcigni e brumosi ferri in fionto stile ottocentoche
vediamo qua e là ma coloratissima. A me piacerebbe una cancellata
che fosse come la vorrebbero i bambini, un po’ alla Gaudì,
strana e bella. Capace di fare capire subito, da lontano a un “cinno”
che custodisce un luogo per lui, ed ad una mamma che dentro si potrà
giocare in sicurezza.
Per passare a quel pezzetto di giardino in esilio che stà, oltre
il traffico, davanti a quel grande palazzo di vetro (ricordate?) ci
vorrebbe una passerella sospesa, anch’essa colorata, tutta grigliata,
dalla quale nessun bambino potese mai cadere. E accanto alle sue scale
due lunghi e dolci scivoli. Le zone commerciali, ricordo una edicola,
un cocomeraio, un gelataio, non stonerebbero troppo, ma i commercianti
potrebbero essere coinvolti per adattare i loro spazi al nuovo look.
C’è ancora un altro giardino, lì vicino, quello
del centro anziani.
So che alcuni di loro hanno tante idee su questa piazza.
A me piacerebbe che aprissero un angolo, con un teatro dei burattini,
sempre aperto in tutti i mesi caldi, per accogliere quei bimbi resi
padroni della piazza in prato.
Che ne dite? Scrivetemelo all’indirizzo
davideferrari@yahoo.com