LA BOLOGNA CHE VOGLIAMO

“Taxisti, Comune, utenti, vi propongo un patto!”
La scorsa settimana l’ufficio stampa che mi da una mano, ha inviato ai giornali un comunicato su un mio intervento in Comune. Eccola qui.
“Il consigliere Davide Ferrari è intervenuto nella Commissione Attività Produttive del Consiglio comunale sul tema del servizio taxi. Ci vuole un nuovo patto fra il Comune ed i taxisti - ha affermato Ferrari - per la differenziazione e la maggiore qualità del servizio. E a questo patto bisogna associare i consumatori e le loro associazioni.
I taxisti hanno il diritto di vedere nuove realizzazioni a loro favore, ad esempio nei posteggi per i quali serve un centralino unico e automatizzato, la salvaguardia della loro sicurezza e i telefoni in piena funzionalità.
Oggi chiamare un posteggio, che è necessario per non ingolfare i radio-taxi, non è sempre agevole. Si potrebbero affidare ai taxisti, anche in autogestione, alcuni servizi per i posteggi. Così bisogna continuare con decisione la politica dell’attuale amministrazione per garantire il controllo delle corsie preferenziali. D’altra parte bisogna garantire un aumento mirato del servizio. Non tanto con più licenze quanto con una forte specializzazione e differenziazione del servizio. Taxi collettivi, taxi rosa, corse fisse: sono questi i puinti sui quali è urgente fare passi in avanti.
Infine bisogna coinvolgere i cittadini come consumatori. Si parla sempre delle Associazioni dei consumatori solo come commentatori - a livello nazionale - dei grandi problemi dell’inflazione e della qualità dei prodotti in commercio. Bisogna promuovere invece - a livello locale - un maggiore ruolo dei cosumatori-utenti dei servizi. I consumatori devono avere voce al tavolo di confronto Comune-operatori. Ferrari ha poi fatto alcune proposte specifiche: per esempio garantire un’immediata visibilità nelle code delle vetture alla Stazione ed in Piazza Nettuno circa quale sia la macchina capofila, quella libera - cioè - sulla quale salire. E, soprattutto, favorire file ordinate dei clienti soprattutto dove - come in Piazza Nettuno - mancano corrimano od altri indicatori lungo i quali ordinare la fila in attesa.”
Tutto qui. Devo dire che mentre lo rileggevo, per decidere se proporvelo, sono rimasto sorprendentemente contento di me stesso.
Come ho ragione!
Basterebbe così poco per cambiare in meglio una piccola ma grande cosa della nostra città. Così come basterebbe mettere dei cartelli indicatori quando una strada ne incrocia un’altra regolata da due sensi unici opposti, rivolti cioè uno a destra e uno a sinistra di chi arriva. Sul cartello dovrebbero essere indicati i numeri civici che si trovano a destra e quelli che si trovano a sinistra. Così i taxisti, e tutti noi con loro, eviterebbero i classici “giri di Peppe intorno alla reale” come si dice a Roma. Eviteremmo cioè di girare più volte prima di “imbroccare” il tratto giustro della via, quello che contiene il numero dove ci devono portare o dove vogliamo andare. Le piccole idee possono essere infinite e i taxisti non sono dei nemici, anzi con loro si parla benissimo. “Oddio Dado!”- (così mi chiama), esclama la mia vecchia colf a cui rileggo sempre i miei pezzi - “fossero un pochinin meno cari !!!”
Sì, almeno un pochinin.

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DAVIDE FERRARI