Una Siepelunga
sempre più corta
Mi ha scritto una bellissima lettera Loriano Genovesi, presidente del
Comitato “Via Toscana e Dintorni” che parla di una via fra
le più belle di Bologna. Leggiamola insieme.
“Via Siepelunga è stata per lungo tempo una strada di campagna
che si inerpicava verso Monte Donato, ma negli ultimi anni si
è infittita di ville e residenze sontuose. Nel 1677 si sparse
la voce che a Monte Donato ci fossero giacimenti d’oro e la maliziosa
matita di Giuseppe Maria Mitelli ne ricavò un’immagine
emblematica sottolineata dal motto SACRA FAMES in cui fitte schiere
di cercatori, accompagnati da dame molto interessate, percorrevano la
Siepelunga a piedi e a cavallo, in carrozza o in carretto, per una improbabile
GOLD RUSH. Lo stesso Goethe, passando per Bologna nell’ottobre
del 1786, si incuriosi. Inepircandosi per forre e burroni, lavati da
recenti acquazzoni, trovò la baratina detta anche pietra fosforica
bolognese e ne mise in valigia una buona dozzina di libbre “riservandosi”,
scrisse, “di sottoporre il bottino a persone competenti”.
Alla fine del secolo scorso la strada era prediletta dai ciclisti domenicali.
Olindo Guerrini, poeta di furori e accesi passioni, nonchè di
burle letterarie che facevano epoca, descrisse da par suo queste passeggiate
in un libretto intitolato:La Bicicletta, con storie di ciclisti ”efferati”
che vigliaccamente investivano donne sorde e vecchi paralitici. Per
quanto riguarda il nome Siepelunga è opinione concorde che derivi
dal latino Cedua il quale nel medioevo aveva il significato di siepe
ed ha un corrispondente nel dilettale Zèdalonga. Conclusione
se non si risolvono i problemi del traffico, difficilmente si potrà
ritornare a percorrere la via Siepelunga con la bicicletta, il che potrebbe
essere un modo per non morire prima ed in secondo luogo se non si interviene
subito sparirà inoltre una pagina di storia poichè la
cara siepe della appunto Siepelunga sta scomparendo sempre più
ad ogni intervento edilizio per far posto ad alte mura che tolgono la
possibilità di ammirare Bologna dall’alto e questo scempio
a discapito di un pezzo di storia culturale nonché di questo
polmone verde importante per l’ambiente nonché per la salute
della collettività, bisognerebbe proprio impedirlo“. Su
per via dell’Angelo Custode, d’altra parte, rimangono case
e un borghetto minerario, di gessaioli, si chiama i Lazzari, di grande
bellezza e curiosità.
Insomma abbiamo le Montagne rocciose a duecento metri da Via Murri e
via Toscana e pochi lo sanno. Ma preoccupa invece quanto viene scritto
sui tagli edilizi alla continuità verde di via Siepelunga. I
cittadini non vogliono una Siepelunga sempre più corta. Sono
d’accordo. Aggiungo una proposta, a volte l’unico mezzo
per rendere impossibile quei piccoli crimini urbani, quali “murare”
una siepe o rompere il verde con un ingresso privato di troppo, è
dare ampia pubblicità a ciò che è bello. Mi spiego.
Perchè non fotografare, ed esporre in una mostra tutta la via,
i suoi scorci, i suoi giardini, le sue vedute. Potrebbe ricavarsi anche
un libretto, di quelli fatti a soffietto, magari, che si aprono nelle
mani allungandosi fino a darci tutto l’insieme del percorso della
via. Quasi un gioco. Un gioco contro la speculazione mangiaverde. Il
Comune potrebbe fare da editore. Che ne pensate? scrivetelo a: davideferrari@yahoo.com
oppure alla redazione della Tribuna.
DAVIDE FERRARI