LA BOLOGNA CHE VOGLIAMO

San Mattia: tre passi avanti
E’ stata inaugurata, a Bologna, una mostra su “Arte e Resistenza” L’avvenimento ha suscitato una eco vastissima e si è compiuto dopo mesi di polemiche. Ci si può chiedere il perché, considerato che, in sé, la “cosa” non è poi così rimarchevole. Da un lato fa notizia che un sindaco di centro destra, Giorgio Guazzaloca, promuova una iniziativa sulla Resistenza. La mostra è infatti a cura dell’ANPI (l’Associazione dei partigiani) e del Comune di Bologna. Ma, in realtà, c’è dell’altro. I quadri sono stati raccolti ed esposti nella cappella dell’ex Convento San Mattia, in via Sant’Isaia. In quella sede si è annunciato il prossimo sorgere di un vero e proprio Museo della Resistenza, nell’ala del Convento che, appunto da sabato, è stata consegnata all’Istituto storico “Ferruccio Parri”. Ma in quell’edificio da oltre 100 anni hanno trovato sede scuole di ogni ordine e grado: elementari, medie, materne e, un tempo, magistrali e di avviamento. Qualche anno fa sono state trasferite le scuole medie e in quello spazio vuoto si è voluto ora insediare i nuovi ospiti.
Ma nel frattempo il Comune ha messo in San Mattia anche gli uffici della Soprintendenza Regionale ai Beni Culturali e di un dipartimento universitario. Tutto poteva stare in quella sede, con agio ad una condizione: che le scuole rimaste, in particolare le elementari Manzolini, si trasferissero altrove. Ma i genitori, giustamente, sono insorti. Si sono battuti, con più di un risultato, per salvare con la propria scuola la destinazione ad uso scolastico e didattico dell’intero splendido edificio. Qui sta il problema. Come farà a svilupparsi un vero e proprio Museo nei pochi metri quadri - circa 400 - che, permanendo la scuola il Comune ha dato all’ANPI, all’interno degli spazi della biblioteca dell’Istituto Parri? Non si è trattato, allora, di una pura mossa elettoralistica, di un Sindaco che inaugura una Mostra dicendo che si tratta di un Museo? E non si sarà indotto l’ANPI ad assentire in onore al detto “meglio un uovo oggi che una gallina domani”? Noi abbiamo un’idea. Ci permettiamo di avanzarla proprio per superare tutte le polemiche in “spirito di verità”, come si diceva un tempo. Bisogna fare tre passi avanti.
In primo luogo chiarire, una volte per tutte, che le scuole restano lì, anche riacquisendo gli spazi che sono già stati a loro tolti. In secondo luogo è opportuno verificare che l’Istituto Parri abbia tutte le condizioni per poter lavorare serenamente (autorizzazioni, spazi, accesso del pubblico etc.) In terzo luogo, se un Museo vero e proprio non si vede come possa vivere in così poco spazio, “gallina” o ”uovo” che sia, può vivere, invece, in quelle dimensioni, un “Laboratorio” che, tra gli altri compiti, abbia quello di organizzare eventi nella vicina ex Cappella. Resta il problema di realizzare, a Bologna, un grande ”Museo della storia contemporanea della Città”. Ne parleremo in un altro articolo. Intanto bisogna salvaguardare le Manzolini senza metterle in conflitto con il Parri e l’ANPI. Le cose infatti non sono chiarite, proprio ieri - per noi che scriviamo - e cioè lunedì 22, la maggioranza in Consiglio Comunale ha votato contro la scrittura in Bilancio dei fondi necessari per ristrutturare quelle scuole dentro San Mattia. Per questo crediamo necessari i tre passi sopra descritti. Se siamo riusciti a farvi capire qualcosa del complicato romanzo di via Sant’Isaia, diteci in vostro parere.
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DAVIDE FERRARI