LA BOLOGNA CHE VOGLIAMO

“Rotatoria, ma con juicio”
Ebbene sì, lo confesso. Le rotatorie le ho volute io!
“Rotatorie” è il nome di quelle coppe giratorie, grandissime o più minute, un tempo destinate solo agli svincoli maggiori e che stanno diventando frequenti a tutti gli incroci cittadini più trafficati o più pericolosi. Nel 2000 ho iniziato, a partire da quelle del mio Quartiere, il Savena, pieno di incroci fra i più incidentati di Bologna, a richiederne molte per rallentare l’ inaccettabile tendenza ad accrescersi della mortalità da traffico automobilistico. Le prime risposte dell’Assessore del Comune di Bologna, Pellizzer, furono sconfortanti.
“Le rotatorie costano troppo e poi non servono, basta mettere i semafori più grandi. Quelli che ‘pendono’ in mezzo alla strada”. Così disse. Ma, mese dopo mese, interpellanza dopo interpellanza (ne ho fatte a decine), la ragionevolezza si è fatta strada. E a partire da quella fra Arno, Firenze e Ortolani, si stanno moltiplicando, o almeno stanno crescendo i progetti per realizzarle. Solo nel Lunedì ultimo di questo mandato consiliare, in Comune, ne abbiamo approvate 6. Fra queste quella che proprio è a due passi da casa, per me, fra Ortolani, Orti, Po e Torino: un incrocio da brivido!
Tutto bene, dunque? Non proprio. Vi racconto un piccolo aneddoto.
Il giorno dell’inaugurazione della rotatoria in via Arno mi sono recato a far pubblico.
Volevo incassare qualche elogio, sapete le elezioni già si stavano avvicinando.
Quali furono, invece, le frasi che udii pronunciare da cittadini ignari di chi io fossi, mentre camminavo verso la “giratoria”? “Ma chi è quel salame che l’ha pensata? Brut porz!” “Che gli venga un ‘cancher’!” ecc. ecc. Non ebbi il coraggio di rivelarmi, ma in compenso capii.
Il fatto è che le rotatorie sono sì utilissime ma, soprattutto quando vengono realizzate in zone urbane bisogna che prevedano soluzioni per i ciclisti, che diventano più a rischio, ed i pedoni. Anche le vecchie rotatie, pensiamo a quella dopo “Due Madonne”, alla fine di Bologna, sulla Via Emilia, cadono ormai fra case e residences. Attraversarle per un pedone è un’avventura poco consigliabile.
Bisogna fare meglio.
Le rotatorie vanno confermate, non solo oggi, quando alla vigilia del voto, è facile votare nuovi lavori pubblici, ma anche dopo il 12-13 giugno. Però bisogna pensare ai ciclisti con una segnaletica e passaggi protetti adeguati, e ai pedoni, anche con sovra e sottopassi, se necessario.
Occorre mettersi anche nei panni delle mamme, e dei nonni, con carrozzine, e dei disabili.
Una rotatoria ideata solo per le macchine, per rendere più fluido soltanto il loro passaggio, può diventare “un mostro” inaffrontabile.
Insomma, parafrasando il Ferrer manzoniano: “Rotatoria, Pedro, ma con juicio”.
Altrimenti, caro Assessore, chiunque tu sia dopo le elezioni, non ti aspettare lodi.
Quegli epiteti che mi sono preso allora, questa volta andranno tutti a te.
Voi cosa ne pensate?
Scrivetemelo a
davideferrari@yahoo.com

DAVIDE FERRARI