“Ripartire
dall'unione, a Bologna e a Roma”
Le divisioni e le difficoltà nel centro-sinistra a Roma ed a
Bologna hanno cause e manifestazioni differenti. Ma potrebbe essere
identica la strada maestra per uscirne. E’ necessario mettere
al primo posto il rafforzamento, ideale politico e programmatico di
ciò che si è convenuto chiamare “Unione”.
Della coalizione larga, voglio dire, di ciò che davvero è
chiamato alla prova elettorale, di ciò che ci darà la
vittoria o la sconfitta. Il presente ed il futuro della Federazione
Riformista sono importanti per tutti ma è stato un errore scambiarli
con la costruzione salda dell’insieme dell’alleanza. Si
è fatta confusione agli occhi della opinione pubblica e dei militanti.
Ed oggi, che la Federazione è in forte empasse per la scelta
della Margherita, sembra in crisi drammatica tutto il centro-sinistra.
Si deve evitare che così sia. Mettendo al primo posto la scrittura
di un vero programma comune di tutta l’Unione, credibile e di
governo. Fare dell’Unione la sede del programma è importante
anche per avere più occhi su un paese impoveritio ed insicuro
che chiede un vero cambiamento. Sarà inevitabile andare oltre,
se non in direzione contraria, in alcuni casi, a quella compresenza
di liberismo e solidarietà su cui pure tutti abbiamo ragionato
per anni. A Bologna, in queste settimane, ha tenuto banco un altro difficile
confronto. Quello tra il Sindaco e Rifondazione. Non sta in me ipotizzare
i terreni concreti di un nuovo dialogo, per la quale mi pare si sia
già al lavoro responsabilmente. Ma occorre dire che il terreno
del confronto va spostato, radicalmente. Deve riprendere operativitivà
la grande alleanza che ha portato alla vittoria del Giugno 2004. L’Unione,
dunque, anche a Bologna, ancora più larga qui perchè aperta
ai movimenti. Se il confronto è politico non può che essere
quella la sede. La “Politica”, se va in apnea nelle sue
acque, ritorna fuori altrove, direttamente nella sede consiliare e amministrativa,
dove invece non può che finire per trovarsi poco a suo agio.
Far vivere l’Unione, ogni giorno, a Bologna, è importante
per due questioni dirimenti. A) Reggere la prova del governo, che vuol
dire individuare assieme l’ordine di priorità nei problemi
e renderne partecipi tutti i bolognesi. Ad esempio: è importante
salvaguardare i diritti alla dignità dei nomadi e dei rifugiati
come è altrettanto importante affrontare il degrado che colpisce
i ceti fra più popolari. Non meno, non più. Il bandolo
non sta solo nella legalità e nella forma. Sta nella analisi
esatta delle priorità, nella capacità di percepire assieme
il senso delle cose per agire e sostenere l’azione amministrativa
con il consenso. Altrimenti il consenso si trova per via ideologica
e così il dissenso che si radicalizza. B)Non può essere
solo il Comune di fronte ai cittadini. Un altro problema, il conflitto
in seno al popolo fra chi vuole riposare e chi vuole vivere la notte,lo
esemplifica chiaramente. Apparentemente banale è il segno di
una città divisa, per generazioni e per stili di vita. Guai a
volerne rappresentare una parte sola, frazionando la rappresentanza
fra chi fa “cin cin” e chi si “indigna”. Non
si troverà mai l’oggettività dall’alto di
una azione solo amministrativa. Occorre creare tavoli di confronto sociale,
seguire insieme i contenuti e la realizzazione effettiva dell’azione
amministrativa. E’ un compito difficile farlo anche per una alleanza
così estesa come quella che si era ritrovata attorno a Sergio
Cofferati. Ma è farsesco pensare di poterne fare a meno. Per
questo oggi ognuno deve fare un passo per uscire dalla trappola di cercare
visibilità allontanandosi dal progetto comune. No, oggi la parola
d’ordine, che deve però valere per tutti, è “insieme”.
Cosa ne pensate? Scrivetelo a
davideferrari@yahoo.it
DAVIDE FERRARI