La
poesia non si mangia, serve per questo
Un nostro giovane amico, che colgo l’occasione per ringraziare
sta dedicando le proprie sere, come volontario, a volantinare in Piazza
Maggiore e davanti all’Archiginnasio con gli inviti alla prossima
kermesse della poesia bolognese, del 25 e 26 Luglio (vedi il programma
in questo giornale e nel sito www.poeti.bologna.it). E’ un ragazzo
filippino intelligente e sagace. Ci ha raccontato un aneddoto curioso.
Pare che un organizzatore di una serata dell’estate bolognese
lo abbia invitato, con cortesia, a volantinare un poco più in
la, altrimenti, ha detto, il pubblico accorso per assistere ad uno spettacolo,
credendo si tratti di poesia, potrebbe “telare”. Cambiare
meta. Non mettersi a sedere. E’ triste, forse un po’ buffo,
ma temo che il racconto sia veritiero. La poesia attira così
così. La poesia, si sa, non è qualcosa che si mangia.
A scuola si legge poco e dopo nulla. Si scrive moltissima poesia, è
vero, anche finita l’adolescenza, ma come fatto privato. Leggere
ed ascoltare ciò che scrvono gli altri, i poeti “veri”,
soprattutto i contemporanei sembra una perdita di tempo. Dopo la scuola,
poi è buio completro. Il poeta è considerato una persona
bizzarra e triste, oppure, ma non cambia molto, come una specie di “vate”
che deve testimoniare le supreme verità. In realtà non
è così.Il poeta è uno di noi., uno come tanti,
solo riesce a scrivere di ciò che ogni giorno ci addolora o ci
da’ speranza in modo migliore, coinvolgente, in qualche modo assoluto.
Ma scrive di ciò che ci interessa, non di altro. Diceva Caproni:
“ sospetto di una poesia dove non si parli mai di un bicchiere
di latte o di una stringa per scarpe”. Cosa voleva dirci? Come
già Montale che non bisogna frequentare la poesia come una religiuone
ma come qualcosa che ci può arricchire ogni giornpo, perchè
vive del nostro stesso quotidiano. Anche il viaggio infero di Dante
ci sconvolge, commuove o anche solo intriga anche oggi, quando riporta
personaggi che attraversano la sfera della realtà, dalle passioni
al mistero, dall’amore alla politica, dalla vita alla morte. Allora
se volete sfuggire il caldo, in queste sere, continuate a frequentare
la bellissima estate culturale di Bologna.
Ma Lunedì 25 luglio, ed il giorno dopo, alle ore 18 o alla serata,
alle 21, se siete diretti al cortile dell’Archiginnasio, al suo
arioso cortile quadriporticato, non cambiate obiettivo. Fermatevi all’archiginnasio
e, fra musiche e attori, non disdegnate di ascoltare i nostri poeti.
Il ragazzo filippino di cui sopra ed io, e tutti noi della “Casa
dei pensieri” ve ne saremo molto grati.
DAVIDE FERRARI