Piccolo
verde di grande valore
In quella zona di Bologna, dietro Mazzini, dove le vie hanno il nome
delle città e delle Regioni d’Italia, soprattutto di quelle
partigiane e decorate, vi sono tre piccoli esempi di ciò che
io chiamo “il piccolo verde di grande valore”.
Dove c’era una volta il campo da calcio “Bitone”,
in via Alba, da una decina d’anni c’è un bel giardinetto,
con uno spazio per ragazzi, con giochi e ghiaia, panchine da picnic
e tre o quattro collinette molto verdi e riposanti. Purtroppo l’uso
non sempre attento degli arredi, insieme a qualche episodio di vagabondaggio,
sta consumando, lentamente, la sua bellezza e la sicurezza.
Poco lontano, in Piazza Belluno resistono le aiuole e gli alberi di
una piazzetta alberata che pure è stata, un tempo non lontano,
un giardinetto. Vi ha giocato mia figlia. Ricordo bene che allora non
c’era la sabbia che oggi ha preso il posto del terreno e c’erano,
anche qui, giochi per bimbi.
Nelle immediate vicinanze sta sorgendo, su via Sardegna, un nuovo palazzone,
là dove era una zona verde, “selvatica” e un po’
dirupata, la cosidetta “Area Tagli”. In cambio dell’edificazione
il Comune ed il Quartiere Savena otterrano, su via Lombardia e via Tagliamento,
un altro giardinetto.
Tre piccole aree, quindi, vicine ed importanti per una zona fittamente
popolata e che ha visto ridursi il verde anche per le costruzioni nuove
annesse alla Parrocchia Don Bosco, a ridosso del Centro civico del Quartiere
in via Faenza. Una degradata (Belluno), una da realizzare (“Tagli”)
e una ancora gradevole e “nuova” ma a rischio di degrado
(Alba).
Ecco le mie proposte.
Potremmo realizzare un unico giardino in tre parti, collegato da una
pista per pedoni e carrozzine, segnalata da colori e da tanti fiori,
predisposti in apposite aiule “segnapasso”, soprattutto
lungo il grosso cordolo alberato di via Lombardia, oggi sede solo di
rifiuti e senza più un filo d’erba. Le tre parti andrebbero
tutte chiuse da cancellate, che io immagino coloratissime e realizzate
in un modo ed in una forma che richiami, oltre la sicurezza, il divertimento.
Non voglio tante lance di ferro che “chiudono” ma materiali
resistenti “diversi” (anche legno e plastiche e mattoni)
e sistemati in modo di fare delle cancellate tanti “pezzi di scultura”
capaci di parlare ai ragazzi.
L’interno delle tre “parti” va risistemato e pulito,
i giochi devono essere in tutti e tre i giardinetti. Infine la vigilanza
e la piccola manutenzione andrebbero affidate a residenti, anziani o
no, disponibili a prendersi cura in autogestione del loro “piccolo
verde”. Vorrei un nome nuovo e unico per questo giardino “uno
e trino”. Scelto dai bambini che dovranno esserne i padroni con
le loro famiglie. Il monumento alla resistenza di Piazza Belluno, già
fatto segno in passato di violenze ed oltraggi, tornerebbe a sorridere.
Sì “giardino del sorriso” potrebbe essere un bel
nome. Ma io che pure abito lì - lo avrete già capito -
non potrei “votare” il nome: sono troppo vecchio. Cosa ne
pensate? Volete segnalarmi altri esempi di “piccolo verde”
da mettere a posto?
Scrivetemi all’indirizzo:
davideferrari@yahoo.com
oppure presso il giornale “La Tribuna”