LA BOLOGNA CHE VOGLIAMO

Palazzo D’Accursio resti vivo

Si è soliti dire che il “Palazzo” è lontano dai cittadini, che i potenti vi si vogliono rinchiudere dentro. In sintesi é voce comune che é riuscito ad entrare “nel Palazzo” non vi voglia più uscire. C’é un solo Palazzo dal quale sembra si voglia cavar via tutto fino a ridurlo ad un guscio nuovo. E’ un Palazzo dove i potenti che oggi vi governano sembrano intenzionati a cambiar sede, al più presto, e a portar con loro i gioielli più importanti di famiglia.
E’ Palazzo D’Accursio.
Voglio esser chiaro: qui la politica c’entra fino ad un certo punto e quando dico che si vuole abbandonare il Palazzo Comunale non intendo riferirmi a questioni di giunte e di elezioni. Il problema é un altro. Già il Sindaco Vitali aveva iniziato un processo di esternalizzazione e decentramento di uffici prima residenti nel Palazzo di Piazza Maggiore. Ma, contemporaneamente, si era iniziato a realizzare un progetto per fare dell’Accursio il “Palazzo di città”: sede di mostre, postazioni Internet, centro dell’informazione del Comune ai Cittadini. Poi le cose sono andate avanti in maniera che a me pare differente. E’ noto il progetto per la costruzione di una nuova sede degli uffici comunali nell’ex mercato di via Fioravanti, del quale non voglio qui discutere la congruità.
I vigili urbani sono andati in via Ferrari. Ma ciò che più mi fa interrogare é che ai progettati trasferimenti non si accompagna più, a quanto sembra l’idea di allargare nel vecchio Maschio le funzioni culturali ed informative. Pensiamo alla vicenda delle “gocce” di piazza Re Enzo. Meraviglia che non si sia pensato, o voluto, di realizzare quella mostra di progetti futuri, che vi é contenuta a Palazzo D’Accursio, con molta minore spesa e con più rispetto dell’immagine del Centro Storico. Ma, in questi giorni, sembra aleggiare nuovamente una ipotesi antica: quella di trasferire le Collezioni che formano il Museo Morandi nella nuova
sede della Galleria d’Arte Moderna, nel cosiddetto ex Forno del Pane, prossimo alla Salara.
Ci sarà tempo anche qui, di discutere i pro e i contro di quest’idea, certo non nuova e comunque in contrasto con le intenzioni di chi donò al Comune i quadri di Morandi. Sollevo qui il punto del destino più complessivo di Palazzo D’Accursio. Cosa farne, se tutti lo abbandonano? Si tratta, pur sempre di un grandissimo bene culturale, artistico e storico della città. Non vorrei che a poco a poco, parte dopo parte, subisse un processo di semi - abbandono di sotto utilizzo o di utilizzo improprio. Già qualcuno ha denunciato, ed io sono d’accordo, i guasti di una pratica di affitto e/impresto delle sue prestigiose sale per cene e simposi di ordini professionali, convegni di piazzisti, mondanità non si sà di quale livello.
Cosa fare? Propongo: si aspetti a fare scelte discutibili sul Museo Morandi, senza prima averne definito bene quanto meno dimensioni e destino, si verifichi di che cosa ha bisogno l’attigua e bellissima Biblioteca di Sala Borsa, si dia straordinario impulso e adeguato spazio a tutte le attività di informazione e comunicazione con i cittadini. In sostanza Palazzo D’Accursio non é il carapace abbandonato di una vecchia tartaruga defunta. E’ una cosa preziosa che deve restare viva.
Cosa ne pensate?
Scrivetelo a
davideferrari@yahoo.com

DAVIDE FERRARI