Quegli orti
che aiutano a vivere
Tutti sanno che a Bologna gli anziani sono molti. Tutti sanno che sono
persone in gamba, che si danno da fare. Tengono aperti molti dei servizi
fondamentali della città: dai centri civici a quelli sociali
a quelli sportivi, perfino i musei. Tutti sanno che molti anziani si
divertono a veder crescere piante e ortaggi in quei piccoli orti che,
dagli anni ’70 sono diventati una parte essenziale delle attività
ricreative della popolazione bolognese. Sorti per lo più spontaneamente,
in antico persino un poco abusivamente, lungo striscie di strade o ferrovie,
o lungo i nostri incerti fiumi, gli orti sono belli e fanno stare bene.
Far crescere una forma di vita tiene vivi, per qualcuno integra anche
un poco il reddito, certamente fa utilizzare al meglio il tempo a tutti
coloro che vi si dedicano. Eppure ancora troppo poco le istituzioni
riconoscono il valore degli orti. Ci vorrebbe-mi suggeriscono quelli
dell’ANCESCAO, l’associazione degli orti e dei Centri anziani
- un elenco cittadino e per Quartiere, consultabile in Internet, per
sfruttare al meglio gli spazi esistenti e semplificare le assegnazioni.
Sì, internet. Gli anziani vogliono essere protagonisti anche
in rete. Poi ci vorrebbero persone incaricate dal Comune di aiutare
chi si dedica all’autogestione, che va attentamente preservata,
con le informazioni e il sostegno necessari, anche solo spedendo lettere
agli orticulturi, quando serve riunirsi, socializzare, prendere una
decisione. Soprattutto bisognerebbe valorizzare gli orti espandendoli
e rendendo possibile e più facile la loro cura non ritagliar
loro spazi ogni volta che si apre un cantiere. E’ semplice: gli
orti hanno bisogna di crescere di numero, non di calare. Abbiamo seguito
in questi giorni la vicenda degli orti di via Saragat, nel Quartiere
Reno. Confidiamo in un intervento positivo del Comune. E’ un caso
esemplare. Un intervento per la viabilità costringe alla chiusura
di un certo numero di appezzamenti. Dovrebbero, un domani, trovare collocazione
all’interno dell’area a parco di villa Contri che da tempo
il Quartiere si sta battendo per ristrutturare. Il centro di ricerca
ambientale “Villa Chigi” sta studiando un progetto per integrare
gli orti nel parco. Si può fare, a determinate condizioni non
stonerebbe. Allora perchè non farlo subito? Perchè non
intervenire per dare subito una risposta a quegli anziani che temono
di essere sfrattati perdendo per sempre quell’orto che è
così importante. A volte basta poco e il filo non si spezza,
il divertimento che tiene in vita non si interrompe.
Cosa ne pensate, scrivetelo a davideferrari@yahoo.com
Leggetemi, se lo desiderate, nei siti www.davideferrari.net e www.bolognaeprovincia.com
DAVIDE FERRARI