LA BOLOGNA CHE VOGLIAMO

Orfeo, dall'Inferno al Paradiso

A Bologna, vicino al Santuario del Baraccano, dove ancora tanti vanno a prendere la benedizione appena dopo il matrimonio c’è via Orfeo.

Lì ci sono “Gli Orti di Orfeo”, un lembo di antico verde dentro le mura.

Se ci andate vi sembrerà di vedere ancora quelle figure di zappatori gentili che in certi quadri del Rinascimento facevano corona ai primi piani di dame e Madonne biondissime e ricoperte di broccati.

Quelli con i bragoni bianchi, dove ci si infilava con tutto il piede e le casacche rosse, senza le scarpe.

Anticamente persino un cimitero ebraico trovava luogo in questa parte originalissima del cuore di Bologna, dove una certa aureola di povertà e di bizzarria non si è mai cancellata, per fortuna.

Oggi c’è una Caserma, dolce, simpatica, un poco in disarmo, un po’ da colonnello Buttiglione. E, nel rione, vivono molti “new global” e qualche ex settantasettino. Sono tra quelli che fanno la “Tv di strada”.


Ne avete sentito parlare?

Una Tv così piccola, di raggio così ridotto, che se cambiate bar, se attraversate la strada, non la vedete più.

Ebbene senza tener conto di questo milieu un po’ particolare, qualcuno ha cercato di fare sotto quegli orti secolari, ancora miracolosamente intatti, un parcheggio per un’Opera pia. Figuratevi la reazione degli “orfici”.

Firme, lenzuola alle finestre, sere e sere di trasmissioni “contro” alla Tv della street.

Ma anche idee per la salvezza del verde, raccolta di pareri illustri, a favore degli “orti”.

Da quello di Antonio Faeti a quello di Ezio Raimondi. Alla fine c’è l’hanno fatta. Pare proprio che l’infausto parcheggio non si farà. Si farà invece una grande festa nella piccola via per celebrare la vittoria.

E’ stato determinante il parere della Commissione Edilizia del Comune che ha giudicato gli “Orti di Orfeo” un luogo di alta valenza storica, culturale e ambientale. Così niente via libera al parcheggio che invece era stato sponsorizzato anche da qualche importante esponente della Giunta (non diremo chi, tanto a che servirebbe?). Restano però, a chi vi scrive, due dubbi. Come mai è dovuto intervenire, valutando a lungo e poi rinviando più che negare, un organo tecnico del Comune? Come mai, vogliamo dire, non vi è una normativa chiara per impedire, a monte, ogni tentativo di stravolgere il verde urbano? Come si potrebbe fare per il futuro, perchè il rischio corso da Via Orfeo non si ripeta?


Certo la decisione della commissione Edilizia del Comune è, nelle condizioni date, un buon risultato. Ma ora bisognerebbe che proprio il Comune approvasse un vero “piano regolatore del verde urbano” per mettere al riparo tutte le aree residue di “coltura” storica della città. Ma i piani regolatori non si fanno più, dirà qualcuno fra i più informati. E’ vero, ma si devono fare, in ogni Comune, i “Piani strutturali”, con l’indicazione delle priorità che si vogliono raggiungere nello sviluppo della città. Fra queste priorità cosa è più urgente della salvaguardia del verde storico nelle città?


Ecco, in quest’ambito, starebbe proprio bene scrivere un “piano del verde”, con mappe e obiettivi di riqualificazione per ogni giardino, giardinetto o orto e l’indicazione di quelli nuovi da fare sorgere.


Le Madonne e i rustici operai sono d’accordo, e voi?


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Davideferrari@yahoo.com oppure a Redazione de “La Tribuna”

DAVIDE FERRARI