Ma quanto ci costano?
Ne parlano tutti. Folle di italiani, plaudendo Berlusconi, si lamentano a gran voce del costo enorme della politica. Il più ricco sembra il meno colpevole. Già: era ricco di suo! Per la verità non è vero. Il Cavaliere deve quasi tutto, compreso il suo titolo, le sue televisioni e le sue immobiliari alla politica, ai primi amici. Ricordate? Un certo Craxi e molti altri. Tantè, va così. Insidiati dalle tasse, dalla catastrofe del “peggior governo della storia”, gli italiani con ululati inseguono Prodi e con gridolini di gioia accolgono il grande di Arcore. Inutile provare a ribattere che Prodi, per la prima volta ha fatto risanare i conti senza togliere nemmeno un euro al 75% degli italiani, più o meno. Sembra incredibile, è vero? Dicono, anzi urlano il contrario tutti i media. Possibile sia così? Possibile, anzi certo. Anche considerando le imposte locali, che, per altro, non sono aumentate dappertutto. Non era mai accaduto prima. Ad ogni risistemata ai conti dello Stato pagavano sempre gli stessi. Questa volta non è stato così. Per questo abbiamo visto strani cortei di gente bene e il grido di dolore dei popoli dalla “dichiarazione” leggera e dal portafoglio carico. Ma contro la corrente si fa fatica a remare. Soprattutto quando, nella corrente sono in tanti, oltre alla Destra, a sguazzare. Ci sono, ad esempio, i grandi giornali confindustriali. Ogni giorno sono più “cattivi” con il Governo. Ma come, non erano tutti occupati dai comunisti? Si vede di no. Soprattutto si vede che l’ansia di dettar legge di Montezemolo, in certe redazioni, fa 90, come la paura. E poi sguazzano nel gorgo, beate, le anime belle di certa sinistra Sinistra. Sono quelli, implacabili,dei libri denuncia, del “sono onesto solo io”, i Torquemada all’amatriciana che ogni giorno additano le auto blu e gli sprechi dei “politici”. E siccome la politica sembra interessare solo il centrosinistra, (la destra non fa politica, da soltanto più potere a chi più ne ha) è il centrosinistra a fare le spese di certi moralizzatori e dei loro strali. Intendiamoci i “giustizialisti” spesso hanno ragione. C’è molto da tagliare e chi amministra deve essere modesto e la sua vita una casa di vetro, o quasi. Ma ecco un esempio, un risultato pratico, qui a Bologna, di queste campagne. Io sono un consigliere comunale. I consiglieri non hanno rimborsi e stipendi. L’unico modo di ripagare delle ore che impiegano i loro datori di lavoro, se dipendenti, e se stessi, consiste nell’incamerare i gettoni di presenza nelle commissioni che scattano ad ogni seduta del Consiglio comunale. La marea monta, i cronisti di tutti i quotidiani locali sono in allarme. Vigilano, guatano, inseguono. Guai ad alzarsi da una commissione. L’accusa infatti è quella di firmare la presenza e scappare. Cè qualcuno che se ne andava dopo un pò o qualche volta giungeva in ritardo. Assenteista? Spesso era il contrario. Era, e sarebbe ancora l’unico modo per un consigliere per avere il tempo di incontrare i cittadini, di seguire davvero i problemi, di organizzare dibattiti e confronti, di dare vita e responsabilità all’ istituzione nella quale si opera, al di là dei ritmi delle riunioni spesso burocratiche e non sempre utilissime. Non si può più. Tutti rigidamente seduti ed impauriti, sotto l’occhio del giornalista, come scolaretti, assistiamo ad interminabili parlarsi addosso. L’autoreferenzialità è aumentata. La lontananza dalla gente ancora di più. Bel risultato. Se prima il cittadino poteva chiedersi: “Ma questi consiglieri, quanto ci costano?”, oggi, con la moralità ripristinata dovrebbe chiederselo ancora di più. Il bello è che anche molti giornalisti, spesso giovani e bravissimi, si dicono d’accordo con me. A quattr’occhi. Vorrebbero occuparsi di contenuti, avrebbero domande e voglia di fare inchieste sulla citta, quella vera. Ma, che volete. Sembra che ognuno, oggigiorno, non possa che farte la parte che gli hanno assegnato. Pensionato, operaio, disoccupato, quando ti dicono “i politici costano”, diffida. Chi disprezza compra. Chi più alza la voce contro la politica di solito aspira a future poltrone. Il demagogo prima sbraita poi arraffa. E´ sempre andata così.
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DAVIDE FERRARI