LA BOLOGNA CHE VOGLIAMO

Una lettera al mondo della scuola
Ho inviato una lettera ad alcuni insegnanti. Come ben comprendete, anche solo guardando la vostra buchetta - certo colma - è tempo di elezioni, e quindi anche di missive autopromotive. Sono convinto però, in buona fede, che il suo testo contenga un contenuto importante, ben oltre chi lo ha scritto. Ve lo ripropongo quindi per raggiungere, con il giornale, un maggor numero di persone, in particolare genitori con i figli nella scuola.
“Gentilissimi - ho scritto dunque ai docenti - la scuola italiana vive un momento particolarmente difficile. Le scelte del governo Berlusconi e, segnatamente, del Ministro Moratti, mirano a ridurre il ruolo, l’offerta e la stessa presenza della scuola. E’ la prima volta che in Italia accade, dalla Liberazione ad oggi. Da studente ho combattuto molte leggi dei governi a guida democristiana che portavano ad una realtà spesso conservatrice e soffocante nella vita quotidiana degli istituti. Ma allora era comunque garantita una espansione della scuola pubblica, sia pure a prezzo di tante lotte e aspri confronti. Oggi non è così. Si vuole esplicitamente una scuola più povera, che offra di meno, per orario e qualità, e che sia meno presente nel territorio. Una scuola che si destina sempre più a una funzione marginale, di accoglienza-parcheggio di chi non può permettersi soluzioni differenti e onerose. A Bologna abbiamo una realtà ancora forte, soprattutto per l’impegno di tanti lavoratori della scuola e dell’educazione, ma abbiamo vissuto anni di dissipazione. L’impegno del Comune è stato molto ridotto. E’ mancato un progetto per valorizzare le esperienze che comunque proseguivano. Nel dibattito politico il centro-destra bolognese si è occupato delle scuole solo per cercare di perseguitare insegnanti e studenti rei di esporre la bandiera della pace o di insegnare e studiare su libri troppo moderni. Però abbiamo partecipato, non solo assistito, a fenomeni nuovi e importanti. Dei veri e propri anticorpi, che vanno compresi ed aiutati ad irrobustirsi. E’ aumentata, molto, la consapevolezza del valore essenziale della scuola pubblica e della libertà della cultura, nelle famiglie, non solo fra gli insegnanti. Vi sono state manifestazioni importanti e ripetute per il Tempo pieno e prolungato nella scuola di base e media, contro i tagli in ogni ordine di scuola, per il mantenimento della presenza e della qualità dell’intervento del Comune. Tanti amici e colleghi si sono ritrovati, con una tenacia e una capacità di proposta che non si vedeva da molti anni. Queste volontà e queste energie devono essere più forti, meno sole, dopo il voto del 12 e 13 Giugno. Voglio però aggiungere, per onestà, un ulteriore argomento. Si aprirà comunque, penso a Bologna, al Comune, una stagione complessa dove le poche risorse disponibili, anche per gli sprechi di Guazzaloca, andranno indirizzate secondo precise priorità. Per me la priorità è la scuola. Tutta la scuola. Il Comune deve tornare a fare, e a collaborare con le scuole e sostenere quanto gli insegnanti fanno. E’ possibile, ma ci vorrà molto lavoro perché ciò accada. Serviranno voci forti, per la scuola, in Consiglio comunale”.
Seguitavo, poi, la lettera, con poche righe di richiesta di un voto di preferenza per me, candidato nella lista DS. Qui vi rivolgo innanzitutto un’altra richiesta. Se siete genitori organizzate, in fretta, anche per poche persone, inconttri sulla scuola in questi ultimi giorni che ci separano dal voto.Con candidati dei due schieramenti. Se ne parla troppo poco. E invece è la cosa più importante. Ci vuole una scuola ricca, di ore, di spazi, di persone competenti e soddisfatte delle condizioni del loro lavoro. Invece stiamo andando, rapidamente, in direzione contraria. Parliamone, almeno.
Scrivetemi, vi prego, la vostra opinione, che su questo tema mi sta particolarmente a cuore, indirizzando a
davideferrari@yahoo.com

DAVIDE FERRARI