La
Bologna dei Guglielmi
Sergio Cofferati, il nuovo Sindaco, ha presentato la sua Giunta. Fra
gli assessori il nome più rilevante è quello di Angelo
Guglielmi. I commenti all’incarico ricevuto dal Professore sono
stati unanimi e positivi. Il mio entusiata. Perchè? Per comprendere
la mia soddisfazione, del tutto scevra di piaggeria, bisogna pensare
non solo al curricolo intenso di Angelo Guglielmi. La sua Direzione
di Rai 3 e il suo percorso nella letteratura e nella cultura italiana,
innovatore e sperimentatore, concreto e lungimirante, sempre. Sui meriti
e la fama di Guglielmi si sono soffermati in tanti. Io vorrei ricordare
anche altro. I Guglielmi che ho conosciuto sono stati tre. Fratelli
di Angelo, e purtroppo prematuramente scomparsi, erano due:Giuseppe
e Guido. Il primo è stato un fine e difficile poeta, un uomo
di una cultura letteraria sconfinata che lo ha portato, tra l’altro
ad essere il traduttore più efficace del difficilissimo scrittore
francese Celine. Ma il più caro a me fu il Professor Guido. E’
difficile parlare di lui in breve. Dedicammo l’anno 2002 l’intera
rassegna estiva di Casadeipensieri alla sua figura. Ascoltarlo era un
piacere: via via il suo eloquio fantasioso ma logico, satringente, ti
avvicinava ad un autore, ad una epoca, con la vastità di sguardo
che si conserva sempre volando come su un aliante. La sua bizzarria,
nota, l’abbigliamento casuale, il fumo insistito, erano il corollario
di una docenza invece documentatissima e precisa, originale, personale
nelle tesi esposte ma ferreamente fondata. osì intendeva il Professopr
Guido essere di avanguardia, e lo fu tutta la vita, non la scorciatoia
per il pressapoco ma la strada difficile avanti al già noto,
a ciò che è inutile ripetere perchè lo si possiede
completamente, non lo si ignora. Ricorderò sempre il timbro della
sua voce, a volte inafferabile e a volte scandito, quando più
gli teneva farsi comprendere. So bene che non c’entra nulla appartenere
ad una grande famiglia della cultura a Bologna, con il fare l’Assessore.
Tutti sono chiamati alla prova per se e per quanto faranno. Ma non è
nostalgia richiamare uomini che hanno formato generazioni nella nostra
città. Serve a dire che difficilmente Angelo Guglielmi si accontenterà
di ciò che abbbiamo visto di recente. “Sono ambizioso”
ha infatti detto appena nominato. E’ quello che speriamo da lui.
Tutti noi cittadini della Bologna che ha visto i Guglielmi, che conoscemmo
quando eravamo giovani, di quella città dove insegnare e fare
poesia era parte dello stile di vita. Non basta dirle: “Auguri,
Professore”. “Sono fiero di averla con noi”, questo
le dico, caro Angelo Guglielmi.
DAVIDE FERRARI