Elezioni,
figlie di...
E’ una campagna elettorale davvero strana, e preoccupante. Tutti
dicono che si tratta di un confronto decisivo per l’Italia, e
forse non soltanto. Eppure quasi nessuno fa nulla di più che
spingere sui tasti di un telecomando. Sei un distratto videospettatore?
Avrai al massimo l’onere di assistere ai faccia a faccia Prodi-Berlusconi,
o, più probabilmente vedrai, e giudicherai- spero-, il Cavaliere
in una delle sue indebite ed infinite apparizioni. Sei un militante,
un cittadino attivo e tuttodumpezzo ? Allora cercherai e troverai Ballarò,
Mentana, persino il bollettino parrocchiale di Spada su Etv, forse giungerai
a resistere ad un dialogato confronto Di Pietro-La Russa. Un tempo:
comizi, banchetti, il “porta a porta”. Il mitico “porta
a porta”. Ricordate? Operai e vigili urbani in pensione trasformati
per un mese in spericolati avventurieri della parola e dell’opuscolo,
più dei testimoni di Geova. Oggi alla porta hai sempre e solo
Bruno Vespa e non c’è verso di convincerlo a ripassare
un’altra volta. Cosa è successo ? E’ successo che
alla perdurante crisi della partecipazione politica si sono aggiunti
gli effetti di una legge elettorale dove tutto decidono i partiti, suddivisi
in mille liste - tanto nulla va perduto, come per il maiale. I voti
per ognuno, anche per i partitini più improbabili, vengono riciclati
nel panierone delle coalizioni. E’ una legge che ha abolito i
candidati trasformandoli in predestinati. Basta essere scritti ad un
certo punto della lista del proprio partito, bastantemente in alto,
e voilà, il gioco è fatto. Si vola in Parlamento senza
chiedere nulla a nessuno, senza conoscere nessuno, senza dovere ascoltare
nessuno. Una legge proporzionalista ? Forse, ma soprattutto feudalista,
dove partiti-feudi si compongono di candidati, e domani di eletti, nominati
dai feudatari. Un catena a scendere : pricipe, duca, vassallo, valvassore,
valvassino. Per questo le liste si sono infittite, con poche eccezioni,
di dirigenti politici oscuri ma determinatissimi, di mogli e di figli,
di sconosciuti clienti. E anche di tranfughi improbabili. Dive del cantagiro
animano le liste per i connazionali all’estero, moderatissimi
socialisti da retrobottega divengono luciferini pannelliani, pensionati
democristiani li trovi, qua e là, persino sotto le falcimartello.
Ma, attenzione. Questo sfascio ha un padre ed una madre. La madre è
la Casa delle libertà. Il padre è Silvio Berlusconi. Figli
dei potenti di tangentopoli, maestri della retorica anti-partiti, ci
hanno regalato, dopo una stagione di governo all’insegna dell’inettitudine,
liste ramazza-voti e forze politiche a scatola chiusa. Ma a scatola
chiusa, si sa, compriamo solo una nota marca di tonno. Noi cittadini,
invece, questa schifezza di legge elettorale, fatta per disorientare
e farla franca, vogliamo cambiarla. Parliamone, dappertutto, in questi
ultimi venti giorni e al momento del voto croce sull’Ulivo, o
da quelle parti.
Scrivete a
davideferrari@yahoo.com
DAVIDE FERRARI