La grande
Festa, ancora
il ritorno dalla ferie coincide con i giorni della nuova grande Festa
dell’Unità al Parco Nord. Quest’anno è iniziata
il 25 agosto e terminerà lunedì 19 settembre. E’
l’edizione del sessantesimo. Sono già 60 anni che Giancarlo
Pajetta e tanti altri ebbero l’idea di raccogliere la grande voglia
di fare di centinaia di migliaia di militanti del Pci, nell’aspro
dopoguerra, per canalizzarla su qualcosa di positivo, di gioioso, di
utile per tutti. E’ stata una grande idea e quella voglia di fare
non accenna a spegnersi. Il PCI non c’è più, da
13 anni, ma le feste dell’Unità rimangono. A Bologna, da
15 anni vive nella Festa provinciale la ormai tradizionale rassegna
di incontri culturali della “Casa dei pensieri”. Non è
sempre facile inserire questa presenza nel palinsesto politico della
Festa, cambiano i gruppi dirigenti, le generazioni si avvicendano, così
le sensibilità, i rapporti fra le persone. Eppure abbiamo voluto
esserci una volta ancora. Sulla stanchezza e anche su qualche dissapore
ha prevalso la grande forza del popolo della festa, quei tanti compagni,
e tantissime compagne, che anche se non sono usi a leggere molto, la
vita non ha dato loro il tempo, vogliono un bene sincero a chi da intellettuale
sta dalla loro parte. E’ quel popolo che, mentre stiamo scrivendo,
ci chiede che cosa metteremo in programma, se “tutto è
a posto”. Forse non tutto è a posto, ma nondimeno faremo
qualche favilla, per il quindicesimo anno consecutivo, anche questa
volta, e lo faremo per chi sta tirando su gli stands, per chi si accalderà
nelle cucine, per chi ha mandato con fatica i propri figli a scuola
e sa più di ogni altro il valore della cultura e dei libri. I
ricordi di 15 anni sono infiniti. Dal volto buono di Paolo Volponi,
dalla stretta di mano in dialetto napoletanpo di Domenico Rea, all’isteria
creativa di Peter Handke, alla infinità di Giovanni Spadolini,
alla voce viperina eppure dolce di Laura, la nostra Laura: Laura Betti
che portammo in risciò, su un carretto da muratori, in giro per
la festa tanti anni fa. Un velo di tristezza, non ve lo nascondo, viene,
pensando al tempo passato e anche a qualche asprezza che il nuovo tempo
ci fa provare. Poi torna il sorriso, con nuovi aneddoti che vengono
in mente. Una sera perdemmo tra i padiglioni un grande poeta portoghese,
Nuno Judice. “Dov’è? dove non è?” Lo
ritrovammo dopo aver tanto girovagato per cercarlo, in apprensione crescente,
all’una di notte, seduto da ore dentro il nostro ufficio, chiuso
anzitempo dalla vigilanza, solo, con l’ombrello aperto in mano
per ripararsi dalla pioggia che filtrava dalle lamiere. E, torna ancora
un groppo in gola, su di tutto è per noi forte il ricordo di
Nello Bonetti, un operaio della festa, duro e ironico, un uomo dalla
cultura appresa nella vita, che ogni giorno inventava qualcosa per farci
lavorare meglio. Innaffiava nudo sotto il sole il tetto del nostro magazzino
mentre, con 40 gradi spacchettavamo i libri, “rubava” dalle
Coop i carrelli per trasportarli, rappezzava le tavole di legno dei
pavimenti, insomma tutto, tutto per la Festa e anche per noi, per quei
tipi strani di Casadeipensieri. Il tempo ci ha tolto Nello e tanti altri
ma, voi più giovani che ora avete la responsabilità di
una direzione, non dimenticate che da questa radice nasce il nostro
alberello e che altro merito non possiamo vantare se non quello di avere
lavorato, con e per ,uomini così. E il programma di quest’anno?
Sono 10 cose soltanto, ma 10 perle. E’ inutile ve ne scriva, venite
e vedrete.
Cosa ne pensate? Scrivetelo a
davideferrari@yahoo.com
DAVIDE FERRARI