Idea
per una “piazzetta delle foto”
In via de’ Toschi, la piccola strada che avvia da piazza Minghetti
al cuore di Bologna, il cosiddetto ”quadrilatero”, c’è
l’antico palazzo Caccianemici, con il bel voltone, che poi divenne
Casa Policardi, una manifattura ed un negozio di stoffe nobili e famose.
C’è il negozio storico di Schiavio e Stoppani che tutti
conoscono e c’è, poco prima, sulla destra, venendo dalla
Piazzetta il lato del palazzo delle Poste. C’è anche un
cortile aperto, non grande oggi un po’ malmesso.
Ha li sbocco la posta e percorrendolo si arriva all’ambito, sotto
il Palazzo Pepoli-Campogrande, dove scorre il Canale di ..... E’
quasi una piazzetta, più che un cortile. E’ fatto di retri
di Palazzi illustri, abbiamo scritto. Ma è anche in piena visibilità,
in una via antica ed importante nell’economia visiva della vecchia
Bologna. Si dovrebbe metterlo a posto. Oggi non è inusuale trovarvi
siringhe e resti poco piacevoli. Residui che crescono di numero nell’area
dietro al Pepoli. Credo che la proprietà sia delle Poste, almeno
in grande parte.
Nondimeno il Comune potrebbe lanciare un’idea per farne qualcosa
di più di un angolo abbandonato. Si dirà che ci sono cose
più urgenti ma io un’idea ce l’ho e vorrei raccontarvela.
L’area del mercato, le strade dei negozi storici, la stessa piazza
Minghetti ed i suoi palazzi post-Risorgimentali sono stati fra i soggetti
più fotografati, a Bologna, nell’era degli albori di quest’arte.
Tornano a noi, dalle immagini raccolte dalla Cassa di Risparmio, ma
anche da privati collezionisti, quei luoghi, alla fine dell’Ottocento
ed agli inizi del secolo scorso, ma anche le persone, volti lontani
di chi visse in un epoca scomparsa, ma che ha preparato e lambito gli
anni che molti di noi hanno vissuto. Non ci sono estranei e ci piacerebbe
rivederli.
Credo piacerebbe anche ai più giovani, le voto color seppia e
bianconere hanno un fascino incaccellabile. Vorrei che quello spiazzo
di ciottoli e vetri rotti diventasse sede di una galleria dell’immagine.
Una struttura a tettoia e pavimento leggeri, in ferro e vetro, direi,
o materiali moderni che gli assomiglino, potrebbe ospitare mostre della
fotografia d’epoca di Bologna. Mostre che, a rotazione, mettessero
in vista tutto il grande patrimonio fotografico della Bologna antica
che la città oggi non sa nemmeno di possedere. Alcune immagini
dovrebbero essere ingrandite fino a diventare pareti, divisori, elenti
di arredo della via, il resto dovrebbe essere disposto in un percorso
attrezzato che disponesse qualcosa fra il Museo e la Galleria.
La fotografia merita, d’altra parte, di essere considerata come
tutte le arti, ma l’esposizione di una foto non è come
quella di un polittico o di un quadro.
La leggerezza di uno spazio della città, in strada e non al chiuso,
sotto “vetro”, ma aperto e libero, percorribile.
Qualcosa che parla ai ricordi ed alla curiosità di tutti noi
e quindi deve stare all’aria, appartenere al nostro quotidiano
spostarci, per una passeggiata o per lavoro, nella città che
vogliamo più nostra. Sarebbe la “piazzetta delle foto”.
Chissà cosa ne penserebbero le Poste ed il Comune. E voi?
Scrivetelo a
davideferrari@yahoo.com
DAVIDE FERRARI