Fare
meno ma meglio, per risanare il “vecchio mercato”
Nei mesi scorsi si è discusso molto, a Bologna, nei palazzi della
politica e degli affari di come “salvare” la società
CAAB. Si tratta di quella società che, con rilevanti spese e
conseguente accumolo di debiti ha edificato il nuovo mercato ortofrutticolo
della città , alla estrema periferia di S.Donato, ed ha fatto
traslocare i grossisti e gli operatori che storicamente trovavano sede
nel “vecchio” mercato, in via Fioravanti, appena alle spalle
della Stazione ferroviaria. Si potrebbero dire molte cose su quello
che sta accadendo intorno a CAAB oggi, ma, in questa sede, è
più opportuno soffermare l’attenzione proprio sulle aree,
da circa due anni libere della area mercatale dismessa. Cosa farne”?
In quanto tempo? L’area è vastissima e rischia sempre più
di diventare ricetto di ogni sorta di degrado se non si interviene.
Un progetto c’era. Si intendeva, ai tempi di ieri, prima di Guazzaloca,
trasferirvi alcune facoltà Universitarie scientifiche e insieme
realizzare, con una vasta area verde, residenze a costi accessibili.
La Giunta attuale ha inteso modificare profondamente questo progetto.
In sostanza la maggior realizzazione in via Fioravanti sarà,
se le idee di Guazzaloca diverranno fatti concreti, una nuova gigantesca
sede per uffici comunali, oggi dispersi in più punti di Bologna.
L’opera, affidata all’Arch. Cucinella, che ormai passerà
alla storia come “quello delle gocce” (o dei “barattoli”
di plexiglas) in Piazza Re Enzo, dovrebbe rassomigliare ad un enorme
pezzo di cristallo spezzato. Abbiamo visto il disegno: più che
cristalli sembrano esserci alte e grosse e grasse fette di torta, ricoperte
di zucchero a velo. Cucinella ha fantasia ma l’impatto per tanti
frequentatori, sarà notevole. Per questi motivi l’ARPA,
l’Agenzia pubblica per la protezione dell’ambiente, ha detto
alcuni precisi NO al progetto complessivo per l’area. Bisogna
sapere che nell’area restano previste numerose residenze, però
villette, una AUSL, e impianti scolastici. Può stare insieme
il tutto con il volume di traffico e di rumore che tremila dipendenti
comunali e i cittadini in visita produrranno? Per l’ARPA, almeno
con il rumore, non ci siamo. a quel che pare gli stessi uffici comunali
sarebbero perplessi di fronte a un progetto così grande e - come
si dice oggi - impattante. Chi lo vuole allora? Non è un mistero.
E’ ormai qualche anno che questa “Sede unica degli uffici”
è citata dal Sindaco e dagli esponenti dei partiti che lo sostengono
come l’esempio, da realizzare ad ogni costo, quindi, della nuova
stagione di grandi opere pubbliche. E’ curioso come in tanti,
soprattutto da quella parte politica, siano sicuri, a Bologna come a
Roma, che con il gigantismo dei palazzi e dei lavori pubblici si ottiene
il consenso dei cittadini. Certo è che nel Quartiere Navile tanti
bolognesi sono preoccupati e chiedono garanzie su traffico, rumore,
e verde. Si perchè tra uffici e villette il grande parco preannunciato
un dì non si farà più ed il verde verrà
invece “spalmato” attorno ai vari edifici. La proposta “alternativa”,
a questo punto, è semplice. si prenda atto dei problemi ambientali,
non si fermi il risanamento dell’area ma si cambi indirizzo. Si
riduca l’ampiezza sia della sede unica - è davvero necessario
un simile mastodonte e chi lo pagherà - si facciano meno case,
e per l’affitto, e si riparta dalla necessità di verde
in un’area ormai così centrale e quindi problematica. Tenere
assieme residenza popolare e verde servirà anche per i problemi
della sicurezza. Servono “abitanti” per rianimare i quartieri,
giovani coppie non “sfilate” di uffici e terziario, che
ad una certa ora chiudono, lasciando campo alla microcriminalità.
E non sarebbero certo un antidoto residenze per ceti più alti.
Non lo sarebbe una cittadella di lusso e uffici in mezzo alla Bolognina
ed ai fasci dei binari!! In definitiva, risanare Via Fioranti si deve,
ed alla svelta, ma non c’è l’obbligo di farlo in
modo da creare nuovi problemi. Anzi fare meglio, magari un po’
meno, ma meglio si può e si deve.
Voi cosa ne pensate, scrivetelo a
davideferrari@yahoo.com
DAVIDE FERRARI