LA BOLOGNA CHE VOGLIAMO

Una famiglia risparmiatrice
Non è vero che si deve vivere male per forza. Non è vero che, dimezzati gli stipendi dall’inflazione, bisogna solo indebitarsi o sospirare. Non è vero. Sono le famiglie che devono imparare a stare al mondo, non i prezzi a dover calare, oppure -jamais- gli stipendi a dover essere aumentati! Si deve, e si può, risparmiare, invece. Oltre ogni dire. Una via c’è. Mi permetto di segnalarla, forte di memorie di gioventù. Ricordo, ad esempio, la lungimiranza delle massaie napoletane che durante la “crisi del colera”, eravamo nel 1974, credo, fecero notizia acquistando impunemente, per poche lire, carrettate di mitili messi fuori legge dall’autorità per precauzione. E, ricordo più recente, mio suocero che, anziano indistruttibile più che arzillo, andava a sciare in Croazia-(prezzi stracciatissimi)- durante la guerra della ex-jugoslavia(1992?).Sì, ho pensato a lungo e una soluzione esiste. Una famiglia risparmiatrice è quella che, tenendosi sempre informata, con scrupolo, si proietta nell’attualità, trasformando il rischio in “bazza”. E’ semplice, badate. Avviene che la “mucca pazza” torna a colpire? E’ il momento, compriamo carne di manzo, e riagguantiamo l’altrimenti irraggiungibile vitello. E’ avvistato un germano reale che tossisce a Cantù? E’ l’attimo da non lasciarsi sfuggire. Bisogna correre ad acquistare non solo gli innocenti polli, ma soprattutto la prelibata cacciagione aviaria. L’orgia dei prezzi si arresta di fronte all’epidemia, alla catastrofe, al terrore mediatico e reale. Coraggio consumatori: una pandemia annunciata vale più dell’agitazione di migliaia di vostre associazioni. Ma perchè fermarsi al pane? Ci vogliono anche le rose. Oltre al necessario si può riguadagnare il superfluo. Aiutano terrorismo e sciagure. Un week end a Sharm El Sheik diventa abbordabile dopo una bomba di Osama, Pattaya e le sue spiagge dorate, dopo lo Tsunami, si offrono ai prezzi di Igea Marina. Per non parlare delle località terapeutiche del Mar Morto. Basta un Kamikaze, o un colono impazzito, e il sogno diventa realtà. Sia che si voglia combattere la psoriasi, sia che si vogliano soltanto meno rughe, le acque più pesanti e più riposanti del mondo costano come la fanghiglia di un fetido estuario in Adriatico. Ci sono rischi, chiederete? Ma, scusate, chi non sa che “chi non risica non rosica”?. E davvero, senza rischiare, c’è ormai ben poco da rosicare. Sto scrivendovi da una saletta Internet in un bar, un panino costa 4 “euri”, come mi dicono senza imbarazzo i proprietari. Il prosciutto che dovrebbe essere al suo interno è irrintracciabile, già fuggito, inorridito dai prezzi. Facciamo tesoro, dunque, senza indugiare dei benefici collaterali di quel “disastro continuo” in cui viviamo attorcigliati. Non voglio tenere questo piccolo segreto per me. Voglio dirlo agli amici. Spiace vederli scivolare nella penuria quando il consumismo è ancora a portata di mano. E vorrei dirlo al governo. Perchè continuare con i trucchi delle statistiche? Perchè volerci convincere che l’alkekengi, dopo l’euro, non è aumentato ed è colpa nostra se compriamo solo patate e broccoli? No, si può aggirare l’Istat con il consenso. L’occhio al TG nella mattina e la sporta pronta in mano. Una nuova disgrazia cosmica non tarderà e, quando la massa fugge, allora il prodotto dovrà esser nostro. Avanti allora. Senza porsi troppi limiti.
Il bilancio può migliorare come e più di quello dei modelli nelle brochures per il lavoro a casa di Herbalife. Tutti ricchi, in poco tempo. La famiglia risparmiatrice dovrà tenersi però sempre pronta. Fino alla cattiveria. Chissà che non ci sia, anche per voi, una villetta con il tetto in eternit inestraibile: sarà il miglior premio di una vita di spesa intelligente.
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DAVIDE FERRARI