Eletti,
eletti, zum pa pa!
Cofferati ha vinto. E’ un bene per Bologna.
Sono stato eletto, per la seconda volta consigliere comunale di Bologna.
Ringrazio tutti e prometto impegno.
Vorrei però raccontare, qui, qualche piccolo aneddoto della notte
del voto.Immagini di protagonisti minori. Minimi. Anche questa è
Bologna
I.
Sono le ore 19, cominciano ad arivare i dati sulle preferenze, mentre
la vittoria di Cofferati si profila nettamente. Negli uffici di un partito
della destra giunge la notizia della probabile riconferma di un consigliere
uscente, chiamiamolo il “Signor Felice”. Trattasi di persona
bizzarra e particolarissima. Da dieci anni consigliere, la sua attività
consiste nel fare ininterrotamente le pratiche del suo ufficio di consulente
fiscale sui banchi di Palazzo d’Accursio, lanciando ogni tanto
qualche grido estemporaneo, acutissimo, rivolto per lo più ai
suoi stessi colleghi. Con voce stentorea e un po’ lamentosa, mentre
gli occhi si strizzano ilari e soddisfatti. “Gliel’ho detta
- mi dice sempre, dopo ogni urletto -hai sentito?”
Ma è persona mite e gentile. Aveva salutato tutti, dagli usceri
ai leaders. Aveva detto: “Lascio, lascio. Non mi vedrete più”.
E invece rieccolo. I suoi voti impediscono l’elezione di altri
un poco più quotati, certo più potenti. In quei piccoli
giochi di potere che restano materia delle segreterie di certi assessori.
“Il Signor Felice” ci sarà. Certo è strano,
persino straordinario, ma è meglio così.
II
Sono le ore 22. Le preferenze arrivano lentissime. Nel mio ufficio amici
e collaboratori si impegnano in improbabili proiezioni per dimostrarmi
che ne prenderò migliaia, forse centinaia di migliaia. Potenza
delle calcolatrici infilate nell’hard disk del cellulare! Arrivano
anche i più giovani. Un po’ di nostri attorno al loro candidato
e un po’, parecchi, dei loro, attorno al loro leaderino. E’strano
sono contentissimi. Guazzaloca perde, anzi tracolla e loro niente! Non
una lacrima. Coretti da stadio, invece, risate e pacche sulle spalle.
“E’ una “balla” giovanile”- dico ai miei-
che cominciano ad innervosirsi perché spunta qualche saluto romano.
Sì è una ballotta, probabilmente innocua. Non sono come
quelli di Forza Nuova. Però, come li allevano quelli della “destra
di governo”! Cori, nostalgia e ignoranza di tutto quello che accade
loro intorno. Insomma, gli anni passano ma quel lupo non perde il vizio.
III
Sono le 4. Nell’ultimo ufficio aperto rimangono i più appassionati,
quelli che hanno una vera e propria “malattia della politica”.
I partiti si mescolano, con i cappuccini e le brioches. Da un divanetto
giungono gli spasimi ripetuti di un candidato. “E’ A.”
mi dice una signora che non conosco, e confermano tutti.
A. ha investito molto. Una campagna aggressiva. Punta in alto. Ma una
candidata gli insidia l’ultimo posto utile per essere eletto.
Ce la farà?
Lui intanto lamenta mal di stomaco e di portafoglio.
Si dispera. Si crea un moto di solidarietà. Ogni voto che gli
viene assegnato è salutato da un “Dai! Vedi che ce la fai?”.
Lui apre un occhio per volta, poi torna a sconsolarsi. “No, no,
no”, replica. Invece ce la farà. Alle 8 e mezza di martedì.
Il mondo può esserne contento. Se venisse mai a saperlo.
Ne avete viste anche voi, la notte del voto? Scrivetele a davideferrari@yahoo.com
DAVIDE FERRARI