Degrado
al Baraccano. Il Quartiere sta facendo molto. Ne vale la pena
Qualche giorno addietro il Baraccano è arrivato in Comune. Lo
ha portato una petizione di cittadini stanchi di rumore, sporcizia e
anche di un po’ di delinquenza e qualche grido della Destra, un
poco sopra le righe. Intervendo nella commissione consiliare competente,
ho espresso la mia solidarietà ai cittadini che lamentano problemi
di prostituzione, pulizia del portico di S.Maria “della Pace”
e rumori molesti dopo ritrovi e feste ai Giardini Margherita. Occorre
tuttavia dire che di cose come queste si tratta, oggi. E bisogna intervenire.
Ma prima la situazione era veramente difficile. Il quartiere si è
mosso molto e bene, contro il bivacco, il posteggiamento abusivo e per
l’illuminazione. Fu proprio il nostro gruppo, lo scorso mandato
a sollevare il problema. Mi accorsi che interventi di Polizia su Piazza
Verdi avevano determinato una esportazione dei fenomeni di degrado,
per cerchi concentrici, fino a giungere a via S.Stefano, al Baraccano,
all’incrocio Via Fondazza-Dante, ai viali pedecollinari. Era il
2002. Credo che oggi, oltre che sui residui problemi segnalati sulla
Piazza, bisogna intervenire per garantire una vita serena alla Chiesa.
Era, fino a qualche anno fa, molto amata dai bolognesi per la tradizione
nuziale di chiedere lì il dono della pace coniugale appena celebrato
il matrimonio. Va rivalutata anche per la sua bellezza discreta, la
cupola, la struttura snella incastonata nelle mura, che la rende molto
caratteristica. E poi non dimentichiamo il “miracolo”. Un
fatto molto strano si dice accadesse il giorno.... del 14... Non ricordo
la data. Ma so che raccontano che Bologna era assediata e le mura si
aprirono nel punto dove ora sorge la Chiesa, per lasciar passare una
palla di cannone, e si richiusero subito dopo salvando i militi bolognesi.
La storia del complesso del Baraccano inizia proprio quando, nel 1402,
per volere di Giovanni I Bentivoglio, viene eretta una Cappella devozionale
per custodire l’immagine miracolosa della Madonna. La Cappella
doveva diventare il Santuario della Beata Vergine del Baraccano. Bisognerebbe
davvero garantire, in perpetuo, che sia pulito e accessibile il portico
e che possa riprendere, in sicurezza la pratica della preghiera e anche
della colletta all’interno, da parte della Chiesa. E poi molto
altro di quei luoghi è interessante. Via Orfeo, con gli orti
e la storia dell’antico cimitero ebraico profanato dalle ricche
famiglie bolognesi, e il “Conservatorio delle putte”, dove
giovani figliole prive di mezzi venivano allevate e dotate di competenze
familiari e dote per giungere vergini ad un matrimonio altrimenti impossibile.
Nacque nel 1528, quando, in seguito ad una grave carestia, il Complesso
fu trasformato in orfanotrofio femminile, il famoso “Conservatorio
delle Putte del Baraccano” e qui nel corso degli anni vennero
unificate tutte le istituzioni di assistenza alle fanciulle. Ma era
stato molti anni prima, nel 1416, che la Compagnia istituita per prendersi
cura del luogo e della cappella della Vergine, aveva completato la costruzione
di un Ospitale od Albergo dei Pellegrini che alla fine del secolo (1497)
fu adornato con il porticato ed il maestoso arco. E poi... e poi...le
storie sarebbero molte, lunghe e belle. Ma perchè ci piaccia
ancora ritrovarle e raccontarcele bisogna che la città sia pulita,
senza la paura di uscire la sera ecc. Insomma molto si sta facendo,
molto si può fare.
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DAVIDE FERRARI