Il
Crescentone che serve di più
Chi non sa a Bologna che cos’è il “Crescentone”?
E’ quella grande piastra di pietre squadrate sulla quale camminiamo
se attraversiamo Piazza Maggiore.
Diciamo la verità: non è una pavimentazione bellissima.
Tuttavia siamo così abituati ad averla sotto i piedi che è
diventata parte inalienabile della città. Il nome stesso lo dimostra,
così caratteristicamente bolognese. Fino a pochi anni fa gli
unici buchi che si potevano rilevare nella “grande piada”
facevano parte anch’essi della storia di Bologna. Si trattava
e si tratta di alcune sbrecciature sulla parte rivolta al Pavaglione.
Furono i carri armati alleati a produrle, durante le manovre per prendere
posizione il giorno della Liberazione, davanti ai palazzi del Comune
e a S. Petronio. Fu testimone di quelle manovre anche un bambino che
poi sarebbe diventato il Professor Eugenio Riccomini, che più
volte ha ricordato quell’episodio nelle sue straordinarie conversazioni.
Purtroppo oggi quei buchi si possono riconoscere a fatica per i tanti
fratelli che sono loro cresciuti intorno.
Non mancano nemmeno vere e proprie pietre semidivelte e quando ci fermiamo
a chiacchierare su un lastrone può capitarci di sentir muovere
la pietra sotto di noi. Sì, il Crescentone è malato. Il
suo orgoglio padano è offeso in più punti da strappi,
rotture, anchilosi. Sono convinto che l’amministrazione comunale
lo sa e che in qualche progetto di restauro è previsto anche
di rimetterlo in ordine. Nondimeno mi chiedo se non dovrebbero essere
accelerati quei progetti e iniziati presto quei lavori.
Bologna è diventata in questi anni una città più
turistica, ma, nonostante le sue bellezze si allarghino nel territorio,
siano cioè più diffuse e sociali che localizzate e monumentali,
per quasi tutti i nostri visitatori l’immagine della piazza “è”
l’immagine di tutta Bologna.
Siamo quelli di Piazza Grande, si sa. Quei turisti, come d’altra
parte i cittadini bolognesi, non devono rischiare di cadere, di infilare
i sandali nelle grosse fessure colme di cocci di bottiglia, di fare
il surf su lastre semoventi. A differenza di quanto provo a fare solitamente
in questa piccola collana di articoli, non ho proposte particolarmente
creative in proposito. Scrivo solo una cosa: aggiustate, prima che potete,
il pavimento del cuore della città. Non c’è altro
da aggiungere. Non c’è chi non capisca che si tratta di
una priorità. Ho l’impressione che il Sindaco di Bologna
stia, com’è normale, “spingendo” per sistemare
prima delle elezioni più strade che si può. Viva la democrazia
e il voto, anche in questo caso. Il Crescentone è senz’altro
fra le cose da prendere in considerazione, signor Sindaco. Non ce lo
asfalti, però.
Cosa ne pensate? Scrivetemelo a
davideferrari@yahoo.com
DAVIDE FERRARI