LA BOLOGNA CHE VOGLIAMO

Miracolo: ho visto il CIVIS
Qualche giorno fa sono stato a Padova, città che amo molto, per la Cappella degli Scrovegni di Giotto e per la Basilica del Santo. Ho lavorato un poco, ho incontrato alcuni religiosi che sono in corrispondenza con me e, mentre tornavo dalla Basilica alla Stazione all’improvviso ho visto “una cosa stupefacente”. Mi è apparso il Civis. Un orribile, ingombrante, mostruoso “affare”? Tutt’altro. Un silenzioso grande bus blu, del tutto in sintonia con una città storica come Padova. Immagino le reazioni dei lettori che fanno parte dei Comitati anti-Civis, quelli che hanno riempito di cartelloni, bandiere gialle e ritagli di giornali una larga parte di Bologna ed in particolare via Emilia e via Mazzini. I più spiritosi diranno che ho avuto le traveggole, forse per l’atmosfera francescana della città di Antonio. i più cattivi, e politicizzati mi accuseranno : “ Come, Ferrari, non eri anche tu contro il Civis quando a volerlo era Guazzaloca?”. I più informati, i “tecnici” sorrideranno dicendomi: “Sprovveduto. Quello di Padova non è un Civis è un Translohr !!! Ma dove vivi!??”. Così si chiama infatti il patavino ed è leggermente diverso. Forse sarebbero giustificate tutte e tre le obiezioni. Cominciamo però a parlarne, dall’ultima possibile obiezione. Il Translohr ha una sola sostanziale differenza con il “nostro” Civis. Corre su una rotaia. E’ quindi più ingombrante, tant’è che qualche volta deraglia. Il Civis non lo avrà, pare. Comunque il corridoio in pietra su cui corrono entrambi i mezzi fa ordine e abbellisce il selciato. Vengo alla seconda obiezione. E’ vero, ho criticato senza sconti Guazzaloca e quando nessuno dei tanti contrari di oggi alzava lo sguardo, ho fatto molto perchè la scelta del Sindaco Vitali (Tram+ferrovie urbane) restasse in corsa. Guazzaloca non volle. Il punto, per lui, era: “voglio più auto possibili, non meno, il Tram non va bene”. Scelse il Civis perchè, credo, gli raccontarono- e lui lo raccontò ai cittadini- che essendo un tram su gomma, avrebbe potuto mescolarsi con le automobili. Non fu-complessivamente- una scelta felice. La Metropolitana a quel punto, andava comunque ripensata, come poi ha fatto l’attuale assessore Zamboni, ed è rimasto il Civis. Si doveva fermarlo? Tutti lo sanno, sarebbero andati persi non pochi denari pubblici. Ma, francamente, non credo che la questione sia solo questa. Non può ogni Giunta fare come Penelope. La tela che lei di notte disfava, dopo averla tessuta il giorno, è la città, la nostra città. Bisogna correggere, non annullare. Non sono un entusiasta, (“Era meglio un Tram, dicono molti oggi. Bella scoperta!”) ma i tanti NO di oggi non mi convincono. Ho parlato con molti commercianti che innalzano le insegne anti-Civis. Comprendo, ma le stesse motivazioni: “Non fate niente vicino a me!” sono quelle che stanno bloccando, in tutta Italia ogni tipo di infrastrutture. Riflettano quei “verdi” e quegli intellettuali che sostengono la protesta. In ogni caso, a tutti, ribadisco, a pochi chilometri da qui, in un’altra città c’è un mezzo simile, proviamo a chiedere ai commercianti se sono contrari. Io non lo so, ci sono state proteste per gli incidenti, ma non ho visto in giro una delusione diffusa. I turisti poi hanno una cosa in più da vedere, invece di vecchi mezzi puzzolenti. Infine l’ultimo dubbio. Ho guardato e ragionato. Comunque una “visione” non mi dispiacerebbe averla. La visione di una città più pulita e ordinata, con meno auto e non per questo meno ricca, anzi... Sono l’unico a pensarla così?
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DAVIDE FERRARI