Centro Costa:
vent’anni di buone cose. Molte necessità
Sono andato a trovare gli amici del Centro sociale Costa, in via Azzogardino,
pochi giorni addietro, per partecipare alla festa per il ventesimo compleanno.
Ventanni di cose buone.
Non solo per
gli anziani. Le attività sono molte, come accade in tanti centri
di Bologna.
Ma il Costa ha vissuto e vive una storia particolare. E’ al centro
di una area vastissima, fino a ieri di degrado, oggi fra le più
pregevoli di Bologna. la Manifattura delle Arti. A ridosso di quello
che dovrebbe essere il Parco “XI Settembre”, fra Cineteca,
DAMS, Cassero e Galleria d’Arte Moderna. Non un pesce fuor d’acqua.
Anzi, cercare di mantenere popolazione “normale” e servizi
in un’area così bella e dedicata a frequentatori diurni
particolarissimi è importante, per tutti, per la sicurezza e
la vita quotidiana di tutti. Altrimenti avremo un’isola in mezzo
a Bologna, splendida, abbandonata ad una certa ora e non integrabile.
E’ facile immaginare di chi sarebbe preda, a quel punto.
La vicinanza con la Stazione, tra l’altro, non aiuta. Spacciatori
e tossicodipendenti sarebbero i primi ad insediarsi, seguiti da prostitute
e protettori. Non sono catastrofico.
Il problema è che già abbiamo visto avvenimenti del genere
in altri settori della città, in primo luogo il Quartiere universitario,
fra Zamboni e piazza Verdi. Anche per questi motivi, da cittadino interessato
allo sviluppo della Manifattura delle Arti, sono ancor più vicino
alle sorti del Centro Costa e del Parco che gli sorge accanto. il Parco,
appunto, la prima priorità.Un parco che si sta riducendo per
l’edificazione di un grande parcheggio. Ne ho già scritto
in questa rubrica. Non condividevo il progetto del parcheggio, prima,
con la Giunta Guazzaloca, non lo condivido ora.
E’ vero i lavori sono già iniziati, ci sono le legittime
aspettative delle imprese impegnate, ma non è possibile non tentare
tutto il tentabile per ridurre l’impatto sul Parco e sull’intera
Manifattura di un parcheggio per centinaia e centinaia di auto a rotazione.
Servirebbe alla città, forse, ma svilirebbe il nuovo Quartiere
artistico, opprimerebbe i residenti di questa zona di Porto. No, bisogna
cambiare, almeno limitare la portata del parcheggio, Farne una struttura
per chi vive e o lavora nell’area. Insieme bisogna assicurare
al Centro Costa uno sviluppo adeguato, in nuovi edifici, riaprire il
giardino del Cavaticcio, unire servizi ai residenti con la vocazione
studentesca ed intellettuale delle nuove grandi istituzioni oggi presenti.
In sintesi: per il Costa, per chi lo anima, per i cittadini di tutte
le età che lo frequentano, abbiamo all’attivo anni di risultati
e di fronte molte, molte, necessità cui servono risposte.
Cosa ne pensate?
Scrivetelo a
davideferrari@yahoo.com
DAVIDE FERRARI