LA BOLOGNA CHE VOGLIAMO

E dalle Porte di Bologna ecco i "casseri-click"

All’inizio del Novecento una decisione probabilmente sciagurata dei Sindaci di allora fece abbattere le storiche mura di Bologna.
Per avere una idea di come sarebbe più bella la città, oggi, se avesse mantenuto la sua grossa cinta muraria basta andare a Ferrara dove tutto è rimasto uguale e si può godere di una bella striscia di verde e di una elegante muratura.
Da noi non è così. Le vere mura sono oggi le correnti ininterrotte di automobili che scorrono, o meglio intasano, i viali di circonvallazione.
Rimangono però i casseri.
Sono quelle buffe costruzioni costituite perloppiù da torri basse e tozze edificate a presidio dell’arco della porta. Negli ultimi vent’anni, come si sa, la parola “cassero” è diventata molto nota per le attività dell’Arci Gay alla Porta Saragozza e per le polemiche reiterate di parte Arcivescovile.
Lo spostamento dei gay alla Salara ha reso più evidente la necessità di un progetto di riqualificazione complessivo di tutti i casseri.
Al momento, chi scrive, non sa se questo progetto esiste.
Vediamo lavori in corso a Porta Galliera, con l’obiettivo di riportare alla luce un antico tratto di canale e di restaurare uno degli ingressi più nobili della vecchia Bologna. Proprio l’esempio di Porta Galliera mi conduce ad avanzare un’idea su tutti i casseri di porta.
Si discute molto di formare i cittadini, ed io dico ancor più i turisti, di quello che Bologna offre, dei progetti dell’Amministrazione comunale, delle bellezze della città.
Perchè non pensare allora a fare, degli edifici rimasti, nuovamente le porte di Bologna?
Luoghi cioè dove una strumentazione adeguata possa permettere, con larghi video e computers, a tutti i viandanti interessati di conoscere meglio la nostra città.
In questo modo il ruolo, che un tempo era del soldato di guardia, diventerebbe di un computer.
Una guardia amica ed informata, che aiuta a prenotare un albergo, fornisce l’indirizzo e gli orari di una mostra, consente di conoscere e quindi evitare i rischi del traffico. Sono dell’idea che questo sistema informativo servirebbe a raccogliere suggerimenti e reclami dai cittadini e dagli ospiti.
La rete di questi casseri-click potrebbe trovare un proprio centro, un riferimento in un Palazzo d’Accursio profondamente ripensato.
La struttura del Palazzo, intendo, non altro.
In Palazzo d’Accursio acquistano sempre più importanza le postazioni dell’URP e sempre più verranno decentrati gli uffici. Mi pare che tutto allora potrebbe tenersi bene.
In Piazza Maggiore un grande Palazzo di città dove tutta Bologna possa essere “vista in anteprima”, alle antiche Porte quattro, cinque punti decentrati di informazione e perché no, persino di divertimento.
Il divertimento che si ha nel conoscere e comprendere meglio una città.
Difendere Bologna vuol dire aprirla al turismo, farla apprezzare.
Ecco perchè vorrei i casseri click.
Cosa ne pensate?
Scrivetelo a
davideferrari@yahoo.com oppure a Redazione de “La Tribuna”

DAVIDE FERRARI