Cantieri
a prova di disabile, e rispetto per tutti
In Consiglio comunale abbiamo recentemente promosso una importante audizione
con cittadine e cittadini non vedenti. I risultati sono stati purtroppo
sconfortanti. I non vedenti lamentano giustamente che la loro mobilità
e autosufficienza sono gravemente limitate dall'esplodere di un traffico
senza regole e senza rispetto per nessuno.
Hanno descritto con parole vivaci, che fanno riflettere, come l'inquinamento
sonoro impedisca loro l'attraversamento stradale in sicurezza, laddove
- come quasi dappertutto - non vi sono segnalazioni acustiche ai semafori.
Ci hanno ricordato quanto sia importante per loro,
potere ritrovare gli odori dei diversi negozi per
orientarsi, e invece la "puzza" dei gas di scarico
annulla tutto, oltre a toglierci la salute. Sono stati messi in evidenza
i tanti comportamenti scorretti che nessuno sanziona, come l'occupazione
dei marciapiedi con le auto, o con oggetti ostruenti, e
ancora il "malvezzo" di fare gimkane con i motorini e le biciclette
sotto i portici.
La qualita' di vita di tutti i 'diversamente
abili' a Bologna, per quanto riguarda la mobilità, e' peggiorata.
E' venuta in chiaro una verità di fondo: bisogna
rendersi conto che rispondere alle esigenze di chi non vede o di chi
ha altre difficoltà particolari non è soltanto un dovere
di solidarietà, vuole dire
intervenire perchè la citta' sia migliore per tutti.
Per questo motivo ho proposto che fin dalla prossima seduta della commissione
mobilità del Comune, l'otto novembre, tutti i consiglieri senza
distinzione di parte, promuovano un indirizzo alla Giunta perchè
vi sia una vera e propria svolta.
Tutti i lavori di manutenzione urbana debbono essere fatti eseguire
consultandosi con le associazioni del mondo dell'handicap.
Bisogna far sì che ogni cantiere per il rifacimento di strade
e marciapiedi realizzi opere che rispettino uno standard adeguato al
soddisfacimento delle esigenze delle persone con 'diversa abilita'.
Nello stesso tempo bisogna finalmente costruire percorsi guidati 'sicuri'
e eliminare la foresta di pali e cartelli che ostruisce i marciapiedi.
Soprattutto è opportuno, anzi necessario, tornare a far rispettare
le regole ed a educare ad un
comportamento corretto tutti, in particolare chi è
alla guida di un mezzo.
C'è chi ha voluto far credere che Bologna fosse un "territorio
libero", dove alle auto tutto potesse
essere permesso.
Ma l'ingorgo non è libertà. Non è libertà
l'inquinamento, così come non lo è l'insicurezza.
Non lo sono per i piu' deboli, che hanno visto deprimere vita e vivibilita'.
Ma ugualmente non lo sono per chi, come noi, può credere di essere
più forte o più fortunato.
Cosa ne pensate
scrivetelo a davideferrari@yahoo.com