La
scuola e il regno di Borbone
Una dirigente scolastica di chiara fama e di vasta esperienza, la dottoressa
Giuliana Balboni dell’Istituto comprensivo numero otto, quello
che ha dentro le Elementari Longhena e le Medie Guinizelli e Carracci,
nel territorio del Quartiere Saragozza, è stata duramente redarguita,
se non peggio, dalla responsabile dell’Ufficio Scolastico Regionale,
dottoressa Stellacci. Quale la sua colpa? Avrebbe impedito la compilazione
nelle classi dei questionari Invalsi (Istituto per la valutazione del
Sistema scolastico) e, in sostanza sarebbe una boicottatrice della nuova
scuola di Berlusca e Letizia, del Cavaliere e della Signora Moratti.
Non è così, anzi la dirigente Balboni, con un senso della
scuola pubblica che è figlio delle sue idee ma si nutre di rispetto
per i bambini, le famiglie e l’Istituzione, ha fatto quello che
una buona preside deve fare: ha fatto discutere e partecipare i suoi
insegnanti, e successivamente ha avviato l’ottemperanza di quanto
obbligano a fare le circolari. Insomma ha dato voce alle scuole e impedito
tensioni. E’ un giudizio diffuso, questo che vi riportiamo. Una
voce sola tuona contro la Balboni. Quella dell’onorevole Garagnani,
il deputato cattolico che ha rovesciato gli stantii insegnamenti cristiani
per convertirli nella nuova fresca massima: “Stai con i forti
e castiga i deboli”. Insomma, Garagnani auspica che siano spezzate
le reni a queste scuole bolognesi e passino i carri armati di cartone
della pedagogia di regime. Ma cos’è questo USR, ufficio
regionale che, almeno stando a quanto riportano le cronache, dispone,
censura, intima? E’ una specie di superprovveditorato agli studi
che regna su tutta Regione. Dipenderà dal governo di Errani,
penserete voi? No, tutt’altro, è un organo dipendente dal
ministero dell’Istruzione e la Regione Emilia-Romagna nulla può
nonostante federalismo e devolution. Forse, penserete ancora voi, è
meglio così, le scuole devono essere uguali in tutto il territorio
nazionale. Ma non è nemmeno così, nei programmi la “controriforma
Moratti” largheggia e promette latino in dialetto lumbard e storia
della fonduta, ma è nel comando che si tirano le briglie. Insomma
mentre si scassa la cultura non si cede un centimetro di potere. Ma,
direte ancora voi, Moratti, Berlusconi, Garagnani ma non hanno perso
le elezioni? Non è stata sconfitta la Letizia? I suoi funzionari
ancora regnano? Come urlerebbe Toto: ”Ma dove siamo, nel Congo
belga, o altrove??” No siamo nel regno di Borbone, dello sfacciato
autoritarismo privatistico. Lor Signori credono di essere ancora forti
e sulla pelle dell’incolpevole Balboni vogliono mettere alla prova
l’opinione pubblica e il nuovo quadro politico. Forse converrà
accorgersene: esprimere solidarietà alla brava “preside”,
difendere l’autonomia delle scuole e capire che non conviene baloccarsi
sui dibattiti su cosa salvare dell’opera della Moratti. Di quanto
realizzato dall’ex Ministra, ma anche del suo modo di governare
, al contrario di quanto si conviene di un noto e nobile amico dell’uomo
del quale, com’è noto, “non si butta via niente”,
è meglio buttare via tutto. E al più presto.
davideferrari@yahoo.com - www.davideferrari.net
DAVIDE FERRARI