LA BOLOGNA CHE VOGLIAMO

“La banda di ottone” per la città di tutti
In pochi giorni, due volte ho sentito autorevolmente parlare di un vecchio progetto del Comune del quale, per mia ignoranza non sapevo nulla. Probabilmente quasi tutti i bolognesi avranno notato, in via Castiglione in via Farini e, più su in via Indipendenza fino alla stazione, sotto i nostri portici correre una sottile e lunga striscia di ottone.
Si tratta di ciò che resta di un progetto che intendeva realizzare una guida elettronica per i non vedenti, dall’Istituto Cavazza alla stazione di Bologna. La banda di ottone doveva servire per mandare segnali al bastone dei non vedenti. Un sistema non solo utile ma addirittura elegante, capace di qualificare l’immagine dell’intera città. La disposizione della banda nei marciapiedi bolognesi venne realizzata ed inaugurata negli anni ’90. Ben presto però l’intero progetto subì tali ritardi da venire pressoché abbandonato. Recentemente il Consiglio comunale ha svolto una ampia seduta di incontro con le associazioni dei disabili. Sono state avanzate molte proposte ma non è stata ricordata l’intervento di cui sto scrivendo. Pochi giorni orsono, invece me ne hanno parlato un magistrato bolognese e un imprenditore, ora membro del Consiglio comunale. Mi sono stupito della vastità del progetto che è stato, allora, messo in campo.
Ho riflettuto: probabilmente le stesse associazioni dei non vedenti hanno perso fiducia verso chi amministra e che dovrebbe, per far ripartire la funzionalità della banda di ottone, regolare tutto il traffico urbano del centro, mettere in sicurezza i semafori, sgomberare portici da ostacoli fatti di cose e, ahimè, anche di persone. In sostanza: l’elettronica funziona, per i non vedenti come per ognuno di noi, se la città è regolata, ordinata, attenta ai pedoni, non abbandonata ai furbi. Ancora una volta parlare dei diritti e delle opportunità per dare una vita più libera a chi ha “diverse abilità” significa impegnarsi per cambiare il modo di vivere, in questo caso la mobilità, dell’intera città. Allora i casi sono due: o si rinuncia e, per esempio, si considera la lista ”ramata”, un tappetino snob per turisti provenienti da Lilliput oppure si riaprono le carte, si riprende in mano quel progetto, lo si ammoderna o losi mette in funzione. Io propendo per la seconda scelta.
Cosa ne pensate?
Scrivetelo a
davideferrari@yahoo.com

DAVIDE FERRARI