LA BOLOGNA CHE VOGLIAMO

Ritrovarsi, un anno dopo, per la città
Ho ricevuto, pochi giorni addietro una lettera dalle Associazioni che hanno sostenuto la candidatura di Sergio Cofferati a Sindaco di Bologna. Vi trascrivo il testo perchè mi pare rivolto alla città, o perlomeno ad una sua parte non piccola. ”Insieme abbiamo sostenuto la candidatura di Sergio Cofferati a Sindaco di Bologna e abbiamo partecipato con entusiasmo alla sua campagna elettorale - scrivono le Associazioni - L’assemblea del 30-31 gennaio del 2004, nel corso della quale Cofferati è stato designato, per acclamazione, nostro candidato ha rappresentato il punto di arrivo di un percorso partecipativo di grande interesse. Ricordiamo tutti molto bene gli affollati incontri nei nove quartieri della città ed il desiderio espresso da tutti i partecipanti di essere coinvolti nelle scelte del futuro di Bologna. Cofferati fece dell’impegno alla partecipazione uno dei punti di base del suo programma. A distanza di un anno riteniamo che l’assemblea possa essere riconvocata, con modalità nuove da definire, per una verifica dello stato di attuazione, nelle sue luci e nelle sue ombre: si tratta di recuperare/ricreare uno scopo ed un senso ad un coordinamento tra le diverse realtà associative. La città ha bisogno che il dibattito resti aperto sui temi importanti del governo e della partecipazione. E’ importante - insistono - riattivare un canale che in questi mesi non è riuscito ad esprimere a pieno le sue potenzialità, e si sente l’esigenza di rinnovare il gruppo delle associazioni promotrici.” Segue, quindi, l’invito ad essere presenti al confronto, tra le associazioni e i movimenti bolognesi, sul tema della convocazione dell’assemblea, ma anche, in generale, sulla concreta possibilità di un lavoro comune nel periodo di tempo che ci divide dalle elezioni politiche che si svolgeranno nel 2006 o addirittura prima. I firmatari sono: Agire Politicamente, Amici di Libera, Associazione per il Rinnovamento della Sinistra, Consulta Cittadini delle Lame, alcuni Circoli ACLI, il Gruppo 2 febbraio, Il Mosaico, Nuova Giustizia e Libertà, Porta Stiera e, la più nota ”Seietrenta La Sveglia”. Uno schieramento vasto ed ineressante, pieno di competenze non solo di buona volontà. Serve ritrovarsi a Bologna. Non per “incalzare” la giunta, ma per mantenere viva la partecipazione. Quando si è al governo sono i problemi ad incalzare a sottrarre tempo al dialogo. In un passato recente abbiamo compreso quale errore sia chiudersi nell’amministrazione o, se si è fuori dalla politica istituzionale, ritagliarsi nel sociale un ruolo di puro e semplice mugugno. No, le associazioni che ho citato vogliono dare un contributo diverso. Sosteniamole.
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DAVIDE FERRARI